Quello che più incanta è sicuramente la naturalissima abilità narrativa del grande scrittore Truman Capote, che fra citazioni di monologhi teatrali, film di Hitchcock e fatti veri dell’epoca, ci porta con sé; e lo fa con ironia, profondità e il suo personalissimo, geniale spirito di osservazione, immortalando un intero mondo dentro uno dei titoli letterari più azzeccati di sempre: Colazione da Tiffany.
Narrativa
Uber vuol dire parlare di persone e vite in viaggio. Di chi ha iniziato per gioco o per necessità, di chi cerca una via di fuga. Voci da Uber diventa così il racconto di incontri più o meno intimi di persone che prima non si conoscevano.
Chernobyl ha per tutti noi un fascino macabro, indescrivibile e inspiegabile. Andrew Leatherbarrow però ha attraversato il confine tra l’immaginazione e la realtà spingendosi nei luoghi del disastro, mettendosi in prima persona di fronte alla devastazione, alla solitudine, alla radioattività di quei luoghi.
La vita gioca con me è un libro sulla testimonianza e sul valore del racconto e della memoria, familiare e storica. Da una storia personale si narra l’universale, mettendo in evidenza picchi ed oblio. Tre generazioni che si confrontano nel passato cercando di ricomporre ciò che gli eventi e la storia hanno distrutto.
Guardando il sole è una ricerca continua dello straordinario nella vita comune, della magia nella realtà. Incastonati nella quotidianità, i personaggi di Julian Barnes ambiscono a spiccare il volo, a scoprire il miracolo.
Gente di Dublino è una splendida raccolta di personaggi caratteristici che popolano la città nei primi anni del ‘900, e di cui James Joyce decide di narrare la vita di tutti i giorni.
Hannah versus l’albero è una storia di dolore e vendetta che a tratti assume i connotati di un thriller, ma che innesca pensieri complessi che vanno ad infilarsi nelle pieghe più profonde dei rapporti umani.







