Il giorno in cui abbiamo pianto, di Gianfranco Cefalì, è un’intensa storia di abissi e di emersioni, una narrazione che si snoda tra passato e presente sullo sfondo di due drammi raccontati in parallelo, due rette esistenziali che forse non si incontreranno mai in questo perfetto caos che è l’esistenza, una casa popolata di ricordi e ripensamenti.
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Jennifer Egan ha saputo guardare oltre i classici stereotipi letterari, creando un vero e proprio romanzo-mondo che si apre a moltissime possibilità.
Banana Yoshimoto decide di lanciare un messaggio di amore e di speranza con Il dolce domani, e lo ha fatto inizialmente dopo il terremoto ed il terribile incidente nucleare di Fukushima. Il libro infatti è dedicato alle popolazioni colpite dal disastro.
Ohio è come un grande puzzle in cui è il lettore a dover mettere insieme i pezzi fino ad arrivare al segreto che unisce le vite dei protagonisti. Ferocia, rabbia e pietà fanno da cornice alla perdita dell’innocenza.
Irvine Welsh è riuscito ad inserire in un romanzo tutte le paure, le gioie, i dolori ed il senso di straniamento di un’intera generazione di ragazzi allo sbando, indifesi, impauriti dal mondo e dalle responsabilità.
L’esordio narrativo di Susan Minot, Scimmie, ripubblicato da Playground, immerge i lettori nella dimensione familiare dei Vincent, padre, madre, sette figli, un’apparente felicità domestica. Nove racconti che si possono leggere come capitoli di un romanzo, una prosa che colpisce per incisività e poesia.
Vani d’ombra è l’ultimo romanzo di Simone Innocenti, uscito per Voland nel 2019. Una storia che segue le zone più oscure della mente dell’uomo. La scrittura di Simone Innocenti in Vani d’ombra è cruda, dura, diretta, a volte persino violenta. Il tutto alla ricerca di una rivelazione che potrà cambiare la vita.







