La frontiera vince su tutto, lo scontro tra società e modi di vivere porta il lettore a tifare per i buoni o per i cattivi, anche se gli uni e gli altri spesso si confondono, si scambiano di ruolo.
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Sono stati scritti tanti libri sul nazismo e sull’Olocausto, ma Le Benevole (Einaudi) ha un posto particolare. Non è un romanzo storico vero e proprio, ma una grande opera epica in cui si concentrano storia, eventi, sensazioni e caratteristiche di un’epoca intera, anche dal punto di vista letterario.
Ferzan Ozpetek è un maestro dei sentimenti e del gioco dello specchio. Pagina dopo pagina scopriamo passioni che riemergono perché non erano affatto sopite, e che divampano ancora.
Stephenie Queen imbastisce un thriller in cui gli elementi chiave sono tutti presenti: l’omicidio, la ricerca della verità, la fuga e gli incontri con personaggi misteriosi.
Il giorno in cui abbiamo pianto, di Gianfranco Cefalì, è un’intensa storia di abissi e di emersioni, una narrazione che si snoda tra passato e presente sullo sfondo di due drammi raccontati in parallelo, due rette esistenziali che forse non si incontreranno mai in questo perfetto caos che è l’esistenza, una casa popolata di ricordi e ripensamenti.
Jennifer Egan ha saputo guardare oltre i classici stereotipi letterari, creando un vero e proprio romanzo-mondo che si apre a moltissime possibilità.
Banana Yoshimoto decide di lanciare un messaggio di amore e di speranza con Il dolce domani, e lo ha fatto inizialmente dopo il terremoto ed il terribile incidente nucleare di Fukushima. Il libro infatti è dedicato alle popolazioni colpite dal disastro.







