Una storia che ha il grande pregio di farci ricordare, di scavare nei fatti cercando i motivi di una catastrofe e dell’abisso in cui si è trovato il Novecento. La memoria si incontra con la letteratura insomma, fornendoci gli strumenti per rinnegare dalla nostra società qualsiasi forma di becero totalitarismo.
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La carica di Balaklava non è solamente una storia di guerra, ma è anzi forse più una storia di eroismo estremo, di pietà, persino d’amore, sia per la propria terra che per la persona amata.
Una storia che non ha fronzoli, e che con immediatezza ed efficacia mette il lettore di fronte ad un mondo non reale certo, ma possibile. La realtà che può sembrare aliena spalanca le sue porte al presente.
Calvino e il postmodernismo, un connubio perfetto nel dibattito contemporaneo. Ad aiutarci in questo viaggio è Michela Meschini, docente di Critica letteraria e letterature comparate presso l’Università degli Studi di Macerata.
Lawrence Osborne è un maestro nel creare storie in cui la tensione cresce pian piano, narrazioni che ad un certo punto preciso della vicenda spingono sull’acceleratore per finire irrimediabilmente verso il buio.
Federico Finchelstein ci porta, con questo volume, direttamente nel cuore del fascismo, per svelarcene i segreti. Nel 1945 Hannah Arendt, filosofo e politologa tedesca naturalizzata statunitense di origine ebraica, riteneva che il fascismo fosse un menzogna assoluta con effetti politici mostruosi.
Voglio sappiate che ci siamo ancora è un viaggio a ritroso non solo nel senso del tempo, ma anche nel senso più intimo e personale, dentro l’animo e i ricordi dell’autrice.







