Otto autrici italiane nate negli anni Settanta narrano altrettante figure, le Eroidi, lasciate ai posteri da Ovidio poco più di duemila anni fa: le Heroides del poeta latino sono una raccolta di pseudo-epistole scritte da alcune tra le più note eroine della classicità ed indirizzate ai loro uomini, mentre Le nuove Eroidi è una libera riscrittura della vicenda di queste figure femminili.
Narrativa
Gli anni è l’opera più importante di Annie Ernaux. Un romanzo-mondo che è insieme un’autobiografia ed una storia collettiva. Lo stile inconfondibile della scrittrice francese che ferma il tempo e riscopre un rapporto con la memoria.
Piccole storie che ne formano una sola, fatta di cose semplici ma molto vere: vittorie, sconfitte, desideri, ostacoli, scoperte e infinite possibilità. Perché in fondo Basilio rappresenta un po’ tutti noi.
Il matematico che sfidò Roma non è, assolutamente, il classico giallo con una vittima, un investigatore e un colpevole inaspettato. La componente “gialla” risiede nell’esito dell’assedio delle truppe latine e, seppure questo sia un evento storico documentato, è senza dubbio meno conosciuto di altri grandi assedi della storia.
Lontano dagli occhi ha il potere di cercare la verità senza la pretesa di trovarla, utilizzando la letteratura, la narrativa, la vita quotidiana di gente comune. Paolo Di Paolo è un maestro nel guardare i solchi che lasciamo aperti sulle nostre vite, nel descrivere l’incognita.
I cambiamenti climatici, i disastri naturali, la sfida eterna dell’uomo con la natura: Sandrine Collette tocca tutti questi temi lasciandoli però di lato, non permettendogli di intaccare il tema centrale del racconto che è la resistenza in situazioni estreme, la difficoltà delle scelte di fronte alla morte, l’unione della famiglia.
Questa è la storia di un corpo che «nel sacco della pelle tiene fondali marini» e che non si sente ancora al suo posto: « […] il mio corpo è vuoto. Non si è rotto, se non si vedono i pezzi. Non è nemmeno caduto, se non ha fatto rumore».







