Ian McEwan, scrittore e sceneggiatore britannico, dopo il penultimo lavoro letterario Macchine come me (Einaudi, 2019), torna in sella con Lo scarafaggio sulla scena internazionale. Un pamphlet “satirico” sulla Brexit, sempre pubblicato dalla casa editrice torinese. La novella partorita da Ian McEwan, è un’opera di finzione, dove nomi e personaggi sono il prodotto della fantasia dell’autore, e qualsiasi somiglianza con blatte autentiche, vive o morte che siano, è del tutto accidentale.
Narrativa
Le cose da salvare è un concentrato di umanità, con le sue paure, i suoi dubbi, le sue incertezze e le sue storie. E pure con tutte le sue attese infinite.
Roberto Camurri ci ha ormai abituati a metterci di fronte al lato più profondo di ognuno di noi. Se però in A misura d’uomo era l’amicizia a dominare il racconto, ne Il nome della madre assistiamo ad una storia familiare, intima, delicata e potente al tempo stesso.
Silvia Bottani riesce a catturare la vita vera con i suoi ritmi, le sensazioni, i rallentamenti e le accelerazioni improvvise, con tutte le sue contraddizioni, come un’immigrata di seconda generazione che si innamora di un neofascista.
Febbre è il primo libro di Jonathan Bazzi. Pubblicato esattamente un anno fa da Fandango Libri, è candidato al Premio Strega 2020. La copertina è opera di Elisa Seitzinger. Leggere Febbre durante la pandemia da Covid-19 significa parlare di virus e in generale di malattia con una rinnovata consapevolezza.
Remo Rapino entra in dozzina allo Strega con un libro dal linguaggio bizzarro e stupefacente e un personaggio che possiede la saggezza ingenua dei bambini.
Il romanzo storico “I segreti di Sharin Kot”, di Claudio Loreto, pubblicato dalla casa editrice genovese De Ferrari, è un’immersione in Afghanistan, ai tempi della guerra – anzi, delle guerre. Il sipario infatti si apre su un Afghanistan lontano nel tempo: un breve ma intenso excursus storico che dalla prima metà dell’Ottocento arriva ai giorni nostri.







