Ian Mcewan

Ian McEwan – Lo scarafaggio: pamphlet contro la Brexit

Ian McEwan, scrittore e sceneggiatore britannico, dopo il penultimo lavoro letterario Macchine come me (Einaudi, 2019), torna in sella con Lo scarafaggio sulla scena internazionale.

Un pamphlet “satirico” sulla Brexit, sempre pubblicato dalla casa editrice torinese. La novella partorita da Ian McEwan, è un’opera di finzione, dove nomi e personaggi sono il prodotto della fantasia dell’autore, e qualsiasi somiglianza con blatte autentiche, vive o morte che siano, è del tutto accidentale.

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La trama

L’ultima opera dello scrittore inglese Ian McEwan, Lo scarafaggio (Einaudi), è una storia contro la Brexit liberamente ispirata alla metamorfosi di Franz Kafka, con la differenza che qui a risvegliarsi nelle grosse sembianze umane, appartenenti al primo ministro inglese Boris Johnson, è la blatta.

McEwan deve anche molto a Jonathan Swift che all’età di sessantadue ci regale un provocatorio pamphlet Una modesta proposta (1729). Lo scrittore dei I Viaggi di Gulliver (1726), evidenzia con estrema provocazione il paradosso estremo, cinico e corrosivo delle indegne e ingiuste condizioni del popolo irlandese sotto il tacco della superbia inglese, che per combattere l’indigenza e la miseria suggerisce che cuocere, mangiare bambini costituirebbe la soluzione a un annoso problema sociale è senz’altro una grottesca barbarie.

Lo scrittore irlandese, imbastisce la sua parodia sconcertante sull’iniquità delle discriminazioni sociali e sull’asservimento dell’etica al sistema economico che fa da specchio al coraggioso e satirico (neanche tanto), pamphlet di Ian McEwan.

Il romanziere inglese ricostruisce la situazione politica attuale dentro una feroce ed esilarante satira, con protagonista il premier inglese promotore della strategia politica dell’“Inversionismo (Reversalism) in Un Solo Paese”. In altre parole il sistema economico e finanziario si ribaltano così come i loro rapporti di causa-effetto, con la promessa di assistere ad un’alba d’oro. Jim Sams è la blatta nei panni del Primo Ministro Britannico, deciso di tirare dritto, solo colo l’appoggio del Presidente degli Stati Uniti. Nel contesto “accidentale” creato dallo scrittore inglese abita lo spirito dello scarafaggio e scrivere l’assurdo è una buona prassi per guardare in maniera lucida ciò che sta accadendo nell’isola britannica. Il bacherozzo, dalle zampette brune, acquattato in bocca, con il suo colorito di un azzurrino smorto, si presenta con tutta la sua perspicacia, e di colpo un mattino si sveglia nel suo letto al numero 10 di Downing street. Così ha inizio questo viaggio “insano e oltranzista” di una fantapolitica dilaniante.

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Succede che quando si cade nella disperazione, e ciò avviene nella politica, ecco che arriva la risata, quell’umorismo così amaro, fatto di “riso disperato”. La letteratura ha, forse, il compito ti tradurre questo territorio ambiguo e afferrare il lettore per confidargli sottovoce il pericolo in cui si trova, non per salvarlo, né tanto meno redimerlo, ma accusarlo di non vedere.

La poetica di McEwan ci prepara, ci fa accorgere di questa mutazione, dove è lo spirito dello scarafaggio che prende il sopravvento. La messa in scena della blatta che sguscia sotto il portone del palazzo del Parlamento Westminster superando i canaloni gonfi di pioggia e i cordoli per poi avviarsi verso Whitehall è la lucida firma, per quanto pungente di una presa di posizione, quella di Mc Ewan, contro la Brexit e un’accusa a tutti i politicanti.

Il beetle o cockroach quando vengo calpestati, pestati ci consegnano un senso di paura crescente, quasi ignota, dove l’ansia governa per quell’istante tutto il nostro corpo e ci sentiamo a disagio.  Fu così «che quella mattina Jim Sams, intelligente ma non certo geniale, si svegliò da sogni inquieti per scoprirsi tramutato in una creatura gigantesca. Per un po’ stette coricato sulla schiena (non la sua posizione preferita) a rimirare con costernazione i suoi piedi distanti e l’esiguità dei suoi arti. Quattro soltanto, per la precisione, e piuttosto difficili da muovere. Le sue piccole gambe marroni, delle quali cominciava a sentire la mancanza, si sarebbero a questo punto agitate per aria, tanto entusiaste quanto inutili».

Sono ancora i mostri (quelli ben vestiti) ad accompagnarci in questo pamphlet lucido, perché ancora una volta è il sonno della ragione che genera mostri e l’acquaforte del pittore spagnolo Francisco Goya ci riappare di fronte con tutta la sua forza. Allo stesso tempo è lo stesso McEwan che ci lascia un “respiro di coraggio”, forse di salvezza, o forse un invito a continuare a lottare. Durante la sua postfazione scrive:  «Il populismo, ignaro della sua stessa ignoranza, tra farfugliamenti di sangue e suolo, assurdi principi nativistici e drammatica indifferenza al problema dei cambiamenti climatici, potrebbe in futuro evocare altri mostri, alcuni dei quali assai più violenti e nefasti perfino della Brexit. Ma in ciascuna declinazione del mostro, a prosperare sarà sempre lo spirito dello scarafaggio. Tanto vale che impariamo a conoscerla bene, questa creatura, se vogliamo sconfiggerla. E io confido che ci riusciremo».

 Ed è proprio in questo rovescio accidentale che si prova ad evitare l’accidente, ma oramai ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è semplicemente avvenuto, e abbiamo persino i nomi, i fatti, nonché le prove. E pur confidano in un’uscita, non sappiamo se sarà peggiore o migliore, e allora ancora una volta, una risata ci seppellirà.

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copertina
Autore
Ian McEwan
Casa editrice
Einaudi
Anno
2020
Genere
Narrativa
Formato
Rilegato
Pagine
120
Traduzione
Susanna Basso
ISBN
9788806245818
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Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.