“L’ultimo dei Mohicani” di Michael Mann è davvero un film epico, in cui tutto è curato nei minimi dettagli e dove spicca la splendida interpretazione di Daniel Day–Lewis.
Con “La notte dei morti viventi” Romero coglie lo Zeitgeist, lo “spirito del tempo”, e lo fa con un film potente, ricco di inventiva, un capolavoro disturbante e cinico, non senza una perfida ironia.
“Stand by me” è una storia d’amicizia, sapientemente diretta da Rob Reiner. Il soggetto è tratto da un racconto di Stephen King, “The body”, inserito nella raccolta “Stagioni diverse”.
Dedichiamo uno speciale alla breve, eppure intensa, carriera di River Phoenix, morto a soli 23 anni il 31 ottobre 1993.
Con “Tumbas”, Nooteboom compie un viaggio che ci porta al cospetto delle tombe dei più grandi poeti e pensatori della Storia. I quali, anche dopo la morte, continuano a comunicare con i vivi.
Dopo l’internamento nel lager nazista, con “La tregua” Primo Levi costruisce non solo una rievocazione di una parte significativa della sua esistenza, ma un vero e proprio viaggio verso la libertà.
“Ognuno muore solo” racconta la storia di una coppia di Berlino, che sceglie di opporsi al regime. Dal libro è stato tratto un film, in concorso alla 66esima edizione del Festival di Berlino (11 al 21 febbraio 2016).

