Cult degli anni Novanta firmato da Jonathan Demme: “Il silenzio degli innocenti”, tratto dal libro di Thomas Harris con protagonista il pazzo (e cannibale) dottor Hannibal Lecter.
Il silenzio del lottatore è un affascinante percorso al femminile fatto di racconti, in cui le protagoniste mutano e cambiano di fronte alle lotte della quotidianità.
Il film d’esordio di Aronofsky, girato in un grezzo bianco e nero, è un’opera acida e disturbante, che ha il suo modello nel primo cinema surrealista.
Furyo risalta come opera peculiare nella filmografia di Oshima, un film capace di turbare e assieme commuovere lo spettatore. A renderlo immortale ci sono l’interpretazione di Bowie e la suggestiva colonna sonora.
“Il gabinetto del dottor Caligari” è, senza dubbio, l’opera simbolo dell’Espressionismo tedesco. In occasione dell’uscita della versione restaurata della pellicola nei cinema italiani, vi proponiamo uno speciale sul film.
Negli anni Venti, “Nosferatu” risultò un prodotto di altissimo livello culturale ed estetico: la nostra recensione del capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau.
Lo stile narrativo di “Mosquito coast” è lucido e incalzante: si è tutti lì, in quella giungla, consci che la storia della famiglia Fox è certamente un’esasperazione, ma di una situazione sociale e ambientale che rimane problematica.

