Avete presente quella sensazione di vuoto nello stomaco quando siete davvero in alto e guardate giù? Ecco, leggere Vertigine di Nicola Ruganti (Bordeaux Edizioni) fa un effetto molto simile. Solo che l’altezza da cui stiamo guardando non è un dirupo, ma il baratro della nostra storia recente.
Ruganti ci porta dentro una storia che è, allo stesso tempo, un romanzo di formazione e un’anatomia del disincanto. Al centro di tutto c’è un groviglio indissolubile: il rapporto tra politica, memoria e giovinezza.
La trama
Nella città di T., dove le strade custodiscono memorie ferite e il presente vacilla, Anna scopre la politica: un varco che può inghiottire o salvare. Ha diciott’anni, una fame ostinata di capire e un talento per cogliere ciò che gli adulti non dicono più.
Quando la sorella Irene la coinvolge nella campagna elettorale di Ernesto, candidato sindaco, Anna incontra Paolo: quarantenne inquieto, militante senza gloria, convinto che da quel voto possa dipendere un frammento di futuro.
Seguendolo per le strade, nelle sezioni e nelle assemblee improvvisate, Anna entra in un mondo dove speranza e oscurità camminano vicine. Scopre la storia che non ha trovato nei libri: magistrati uccisi come Mario Amato, verità insabbiate, ragazzi cancellati dalla violenza politica. E insieme scopre l’umanità minuta e luminosa di chi tenta ancora di cambiare le cose. T. è una città che può precipitare o risorgere, a seconda della voce che sceglierà.
Vertigine – La recensione
Il nuovo romanzo di Nicola Ruganti è un libro in cui si respira la polvere delle piazze, l’adrenalina dei vent’anni e quella convinzione, quasi biologica, che il mondo si possa (e si debba) cambiare immediatamente. I protagonisti si muovono in un’epoca di passioni forti, dove la militanza non era un hashtag su Instagram o una storia di ventiquattr’ore, ma una scelta identitaria totalizzante.
Il vero fulcro del libro, però, non è il passato in sé, ma il modo in cui quel passato bussa alla porta del nostro presente. Ed è qui che Ruganti fa centro. Sì perché guardando ai giorni d’oggi, la “Vertigine” del titolo diventa la chiave di lettura. Che fine ha fatto la giovinezza che progetta il futuro? Nell’oggi della memoria corta, dell’eterno presente che brucia tutto in fretta. La politica è solo marketing e lo slancio collettivo sembra anestetizzato.
Ruganti non giudica, né punta il dito contro i ragazzi di oggi. Piuttosto, mette a nudo il cortocircuito: il dramma di una generazione che ha avuto “troppo” futuro da sognare e quello di una generazione attuale che fatica anche solo a immaginarlo, il domani. La memoria, in questo libro, non è un santuario polveroso ma una ferita aperta, uno strumento necessario per capire come siamo finiti in questo limbo.
Insomma, se cercate una lettura che vi lasci qualcosa su cui riflettere anche dopo aver chiuso l’ultima pagina, Vertigine merita assolutamente un posto sul vostro comodino.
#Commissioniguadagnate

Nicola Ruganti
Casa editrice
Bordeaux Edizioni
Anno
2026
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
216
ISBN
9791259632722





