La tuffatrice (Carbonio editore) è un bellissimo romanzo che può essere letto da punti vista differenti, e che mette insieme più piani narrativi.
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Il grande lavoro dell’autrice, però, non sta tanto nella stesura della storia, quanto nel lavoro di documentazione storica che, è evidente, è stato fatto prima e durante la scrittura.
Rodrigo Hasbún ci racconta i fantasmi dell’adolescenza, quel delicato passaggio alla vita adulta che spesso vuol dire disillusione e disincanto, e che in qualche caso non lascia scampo.
Un libro che ci restituisce una figura che ci permette di riflettere sulla libertà, sul potere della creazione e sui luoghi abitati e che ci abitano. Insomma un bel cammino incantato di grazia e bellezza.
In Cuori affamati sono presenti tutte le aspirazioni e le difficoltà della grande famiglia ebraica e di intere generazioni di ebrei arrivati nel Nuovo Mondo in cerca di fortuna.
Una storia che ha il grande pregio di farci ricordare, di scavare nei fatti cercando i motivi di una catastrofe e dell’abisso in cui si è trovato il Novecento. La memoria si incontra con la letteratura insomma, fornendoci gli strumenti per rinnegare dalla nostra società qualsiasi forma di becero totalitarismo.
La carica di Balaklava non è solamente una storia di guerra, ma è anzi forse più una storia di eroismo estremo, di pietà, persino d’amore, sia per la propria terra che per la persona amata.







