Eroine

Il viaggio delle Eroine nelle serie tv

Eroine. Come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire (Edizioni Tlon) è il nuovo libro di Marina Pierri, scrittrice, critica televisiva, docente, collaboratrice de Il Corriere della Sera e altre testate, co-autrice del podcast Tutte col Tutù, non da ultimo co-fondatrice di FeST – Il Festival delle Serie Tv di Milano.

Conosciamo bene il viaggio dell’eroe. Conosciamo ormai a menadito anche quello dell’antieroe, specie in serie tv già cult come Breaking Bad, True Detective o Bojack Horseman.

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E le donne dove sono? Dov’è il viaggio delle tante eroine che popolano le ormai innumerevoli serie tv offerte a noi spettatori e spettatrici? In cosa si differenzia il viaggio delle eroine da quello dei vari eroi o antieroi?

Se avete amato L’amica geniale, Stranger Things, Skam Italia, Fleabag, Undone, Orange is the new black, Russian Doll, Pose, Crazy ex-girlfriend, Watchmen, The Morning Show, La fantastica signora Maisel ed altre serie recenti, questo libro (in ristampa già dopo due settimane dalla pubblicazione) fa proprio al caso vostro!

La trama

La copertina del libro è di Caterina Ferrante ed è bella l’idea di questa amabile e rilassata conversazione sul divano tra protagoniste incredibili, così diverse da tutto ciò che finora ci è stato proposto in tv o al cinema, ma così vere e combattive e vive da lasciare un segno indelebile sullo schermo e dentro di noi.

Le eroine di cui parla Marina Pierri sono donne di ogni tipo, con tutti i pregi e i difetti possibili. Donne vere (finalmente!) che la scrittrice sceglie di inserire in uno schema di dodici personaggi archetipici che incarnano dei simboli e che guidano lo spettatore-partecipante attivo attraverso il loro viaggio eroico, che è personale ma anche universale, umano. Ad ogni personaggio-archetipo viene affiancato il nome di una divinità della mitologia.

Ogni archetipo eroico mostra la sua doppia valenza di guida e di ombra.

Ad esempio, la Creatrice viene incarnata come “guida” da Miriam (La fantastica signora Maisel) ma anche come “ombra” da Raffaella Cerullo (L’amica geniale) e la divinità associata all’archetipo della Creatrice è Afrodite, dea trasformativa e simbolo della creazione.

Incontriamo così alcune tra le eroine più dirompenti degli ultimi anni: Fleabag, Blanca Evangelista (Pose), Eleven (Stranger Things), Sana (Skam Italia), Poussey (Orange is the new black), Alex Levy (The Morning Show), Nadia (Russian Doll) e molte altre. Ogni Eroina richiama un archetipo, un simbolo che va oltre il singolo personaggio, per raggiungere qualcosa che appartiene a tutti.

Eroine – La recensione

Lo scopo di Eroine non è quello di ricostruire la storia delle serie tv o della rappresentazione femminile in esse ma di fotografare la narrativa televisiva seriale nel presente, mettendo al centro le figure dei personaggi ed intrecciando psicologia, femminismo intersezionale, mitologia, filosofia. Un lavoro complesso ma affrontato da Pierri con grande competenza e notevole capacità di sintesi, supportata da bibliografia e sitografia ampie ed aggiornate. Di grande interesse è anche il parallelismo con il viaggio dell’eroe: ciò che al maschile può essere simbolo di svolta, nell’arco narrativo del personaggio femminile assume tutt’altro significato.

Molte forme di rappresentazione artistica e mediatica, fra cui il cinema, vedono ancora la prevalenza di registi e autori che portano anche sul grande schermo uno sguardo sulla realtà che è prevalentemente maschile, bianco, etronormativo (male gaze, termine coniato da Laura Mulvey).

Marina Pierri però scrive anche che l’arte sa prendere posizione, sa entrare nella politica che riguarda la contemporaneità: le serie tv degli ultimi anni assumono quindi anche una connotazione di autoaiuto, di rappresentazione delle realtà meno visibili o meno descritte da uno sguardo più canonico (potremmo chiederci, di nuovo, chi ha creato il canone, chi lo perpetua, chi ne gestisce la critica eccetera). Qui si va oltre la semplice immedesimazione. Uscire infatti dal proprio vissuto, vivere da spettatrici delle storie anche diverse dalla nostra ma ugualmente comprensibili e degne,  ascoltare e sentirsi ascoltate, è un modo per favorire la fioritura personale cui si fa riferimento fin dal titolo del libro.

Pierri spiega che un buon esercizio è chiedersi non soltanto «cosa si sta guardando, ma cosa non si sta guardando»: cosa non viene mai rappresentato, cosa viene ridotto a figura di sfondo o ancillare, cosa viene messo su schermo in modo stereotipato o edulcorato, quale vicenda o punto di vista non viene portata all’attenzione di un pubblico sempre più composito ed esigente.

Tutto questo possiamo chiedercelo proprio perché ogni anno sono disponibili circa cinquecento serie tv che ormai non hanno più a che fare solo con l’ intrattenimento, come alcuni potrebbero ancora erroneamente immaginare.

«Una serie tv può cambiare la percezione di intere nazioni su tematiche sociali, scientifiche, politiche, relazionali, dando voce a persone che nella nostra società sono ancora invisibili, a cui non viene mai data la parola» scrive Maura Gancitano nella prefazione al libro. Ed è con questa consapevolezza che Marina Pierri analizza alcuni dei più recenti capolavori del piccolo schermo.

Ventidue protagoniste, ventidue storie diverse di vissuti femminili, in un viaggio che inizia e finisce, per ricominciare poi di nuovo da capo, con un po’ di consapevolezza in più, quando «ci si rimette in marcia, ogni volta più risolte, o almeno meno irrisolte di prima».

copertina
Autore
Marina Pierri
Casa editrice
Edizioni Tlon
Anno
2020
Genere
saggistica
Formato
Brossura
Pagine
267
ISBN
9788899684815
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Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!