Luce d'agosto

William Faulkner: l’uomo, il male e la civiltà meccanica

Scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e poeta, William Faulkner è nato a New Albany il 25 settembre 1897, ed è morto a Byhalia il 6 luglio 1962.

Oggi è considerato uno dei più importanti scrittori statunitensi, che ha scritto opere di non facile comprensione, ma che grazie al carattere provocatorio sono entrate a far parte dell’universo della grande letteratura americana.

William Faulkner ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1949. Uno scrittore dal tratto nitido, mai banale, che lasciava spazio al monologo interiore e alla tragicità della vita quotidiana, nella quale incalzava la civiltà meccanica, vera spada di Damocle sull’uomo.

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William Faulkner e il romanzo a più voci

William FaulknerNon molto sanno che William Faulkner è stato considerato il rivale di Ernest Hemingway, a causa di uno stile fatto di periodi lunghi, scrittura di grande pathos e con forti tratti psicologici. Tutto l’opposto di Hemingway che amava invece una scrittura concisa e minimalista.

Faulkner è stato forse il primo vero scrittore statunitense moderno negli anni ’30, che grazie ai nuovi espedienti come il flusso di coscienza, i punti di vista multipli e i salti temporali si avvicina ai grandi narratori europei dell’epoca, come James Joyce, Marcel Proust o Virginia Woolf.

Questa caratteristica della molteplicità delle voci negli scritti di William Faulkner è ben evidente in Mentre morivo, viaggio folle e grottesco funerale di Addie Bundren. Attorno alla bara ci sono il marito e cinque figli, ciascuno col proprio segreto e con il proprio truce destino. Il libro è una vera tetrafonia di voci e di monologhi, in cui la luce è accesa sull’America primordiale e muta. Il romanzo è stato pubblicato nel 1930, e lo scrittore lo ha terminato in sei settimane.

 

Luce d'agostoSono romanzi complessi quelli di Faulkner, spesso con frasi lunghe ed ermetiche. I personaggi rappresentano un’umanità in divenire, non ancora definita. Ecco che il flusso di coscienza e lo sconvolgimento della successione cronologica sono tecniche perfette per le sue storie.

La verità quindi viene a galla pian piano, attraverso mille contraddizioni. Un vero e proprio gioco con il lettore che partecipa attivamente a questa scoperta. Ecco la relatività della vita di William Faulkner. Luce d’agosto è il suo settimo romanzo (1932), una carrellata di vicende di tantissimi personaggi in preda al destino e, spesso, al dolore. Una ragazza incinta che ha tenace lealtà e tanta pazienza, un uomo solitario in preda all’isteria razziale del sud, un reverendo ripudiato dalla sua Chiesa. E poi ancora sceriffi, taglialegna, predicatori, la comunità dei Jefferson che cade in una spirale vertiginosa.

 

 

 

Il mito e la civiltà meccanica

SantuarioTutta l’opera di William Faulkner è piena di grande sensibilità che si riflette nei miti fondativi dell’umanità. Un realismo che ha come sfondo il mito, persino in alcuni tratti la tragedia greca e nell’infinita lotta tra bene e male.

Santuario è un suo altro grande capolavoro, ambientato tra il Mississipi e il Missouri, nel pieno della Grande Depressione e del proibizionismo. In una casa nei boschi si nasconde una distilleria clandestina dove irrompe Temple Drake, studentessa diciassettenne. Da lei partirà un domino di perversione e di morte.

L'urlo e il furoreIl momento dell’incontro tra i suoi occhi e quelli del capobanda Popeye simboleggia la perdita dell’innocenza di un intero Paese. «Forse è nell’istante in cui ci rendiamo conto, in cui ammettiamo che nel male vi è un disegno logico, è allora che moriamo». Il mito della morte e della rinascita sono al centro anche del suo capolavoro assoluto, L’urlo e il furore.

La decadenza colpisce la famiglia Compson, grande famiglia del sud americano proprio alle soglie della Depressione. Una storia torbida e labirintica, che mescola le figure di una giovane donna, di una madre snaturata e di fratelli.

 

 

 

Faulkner e i racconti

Foglie rosseAltro filone importante nella carriera di William Faulkner sono di sicuro i racconti, che si costituiscono delle grandi tematiche che compongono anche i romanzi: immigrazione, conflitti tra etnie e classi, generazioni a confronto, gli schiavi neri e il Mississipi.

In Foglie rosse e altri racconti (una bellissima raccolta) troviamo un insieme di personaggi elevati ed archetipi della letteratura, in lotta per la sopravvivenza e con una tenera disillusione. L’ambiente, i balli e le feste non riescono a liberarli da un determinismo assoluto a cui sono costretti. Eppure in questo disordine Faulkner trova il segreto «del cuore umano e dei suoi dilemmi».

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Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.