“Ancóra” di Hakan Günday illumina storie apparentemente lontane e stranianti, ma che bussano ogni giorno alle porte di casa nostra e al nostro mare.
Narrativa
Amore, morte, colpa e dolore per Bateman non significano nulla: la sua vita è in lento e inesorabile disgregamento, sotto il peso di un’anedonia e di un nichilismo che vanificano ogni cosa.
“L’Impostore” di Javier Cercas si muove tra soggettività della memoria e oggettività della storia. Il protagonista è Enric Marco, un abile «picaro», le cui menzogne sono state smascherate pubblicamente nel 2005.
Il ritratto storico di Parigi e la perfetta descrizione dei personaggi (che nelle loro peculiari caratteristiche finiscono col rappresentare l’umanità intera) rendono “Notre-Dame de Paris” un pezzo indimenticabile nella storia della letteratura.
Il silenzio del lottatore è un affascinante percorso al femminile fatto di racconti, in cui le protagoniste mutano e cambiano di fronte alle lotte della quotidianità.
Lo stile narrativo di “Mosquito coast” è lucido e incalzante: si è tutti lì, in quella giungla, consci che la storia della famiglia Fox è certamente un’esasperazione, ma di una situazione sociale e ambientale che rimane problematica.
“Ognuno muore solo” racconta la storia di una coppia di Berlino, che sceglie di opporsi al regime. Dal libro è stato tratto un film, in concorso alla 66esima edizione del Festival di Berlino (11 al 21 febbraio 2016).

