Il diritto di opporsi

Il diritto di opporsi alla vita

Il diritto di opporsi (Just Mercy) di Destin Daniel Cretton presentato in anteprima al Toronto Film Festival ci narra del calvario durato sei anni di Walter McMillian detto Johnny D. La storia viene raccontata nel libro di Bryan Stevenson Just Mercy: A Story of Rustiche and Redemption e viene pubblicata nel 2014 da Spiegel & Grau e tradotto in italiano dalla casa editrice Fazi Editore nel 2020.

La trasposizione cinematografica è prodotta dal due volte candidato all’Oscar Gil Netter (La vita di Pi, 2012, The Blind Side, 2009) e Asher Goldstein (Short Term 12, 2013). Cretton dirige il film da una sceneggiatura che ha scritto insieme a Andrew Lanham (The Glass Castle, 2017) e prodotto da Gil Netter, Asher Goldstein, Michael B. Jordan.

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La trama

Nato nel 1947, Walter McMillian è un abitante della cittadina di Monroeville in Alabama benvoluto dalla sua famiglia e dalla comunità dove era cresciuto raccogliendo cotone, per poi aprire una sua attività di trasformazione del legname. Poco prima di essere “accusato” per omicidio della 18enne Ronda Morrison. Nel 1987 sotto al cielo blu dell’Alabama mentre torna dal lavoro, McMillian viene fermato dalla polizia locale con l’accusa di omicidio. Inizia da quel momento un incubo giudiziario che lo porta per quindici mesi nel braccio della morte, prima ancora che fosse aperto il processo.

Tratto da una storia vera in Just Mercy, troviamo il giovane avvocato Bryan Stevenson interpretato da Michael B. Jordan battersi fino alla fine per la giustizia. Dopo una laurea ad Harvard, Bryan si dedica con passione a  difendere tutte le persone condannate ingiustamente. Sostenuto dall’avvocatessa Eva Ansley (Brie Larson), insieme affrontano il caso più controverso dell’America, ossia quello di Walter McMillian nei panni dallo strepitoso Jamie Foxx, l’unica sua colpa è quello di essere afroamericano.

Nonostante le numerose prove raccolte a sostegno della sua innocenza, Bryan si troverà a combattere un sistema della “giustizia” corrotto fino al midollo. La pellicola di Cretton descrive in maniera brillante la relazione intensa, quasi “intima” tra legale e condannato. Il regista statunitense accende i fari sopra a quella America del Sud “madre” di un retaggio di schiavitù e violenza, dove qualsiasi crimine viene imputato dall’opinione pubblica all’uomo di colore, come diretto colpevole e come delinquente perfetto. La catena infernale innesca dentro al potere di un sistema corrotto l’eliminazione di qualsiasi prova indiziaria a favore di processi sommari e privi di testimonianze.

Il diritto di opporsi

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La recensione de Il diritto di opporsi

Il racconto di Cretton evoca il diritto di lottare fino in fondo per i diritti umani, il coraggio di Bryan è il simbolo di una battaglia contro la retorica dei sistemi con il risultato di consegnare allo spettatore una struggente vicenda e il desiderio di resistere e rimanere in vita. Il diritto di opporsi sono 136 i minuti che accordano sequenze e azioni legali intraprese dall’inarrestabile Bryan Stevenson.

Just Mercy è l’espressione autentica dell’incredibile lavoro che Bryan è riuscito a fondare nel 1989 a Montgomery in Alabama, l’organizzazione non-profit Equal Justice Initiative (EJI) con sede a Montgomery, in Alabama, la quale fornisce assistenza legale ai detenuti che possono essere stati ingiustamente condannati di crimini, prigionieri poveri senza rappresentanza effettiva, e altri che possono essere stati negati un processo giusto, garantendo la difesa di chiunque in Alabama in un caso di pena di morte.

Molti condannati a morte negli Stati del Sud sono finiti sulla sedia elettrica a causa della norma judge override che offre la possibilità del giudice di sorpassare il verdetto della giuria. Il primo processo a McMillian, durato circa un giorno e mezzo, si reggeva su elementi che distorti, riesaminati successivamente dall’avvocato Stevenson. I processo viene spostato in una contea a maggioranza bianca, diversa da quella in cui si era svolto il delitto, giustificando la scelta con il mantenimento dell’ordine pubblico. Inoltre la prova schiacciante nei confronti dell’imputato McMillian è costituita dalla testimonianza di un criminale recidivo Ralph Myers (nel film interpretato da Tim Blake Nelson).

Il diritto di opporsi non è un film sulla pena di morte, ma sulla vita e sul coraggio di mantenerla “viva” fin dentro il carcere di sicurezza, sapendosi innocenti. La vita si eleva al suo diritto di opporsi quando si viene messi in “gabbia” senza diritto e con una buona dose di razzismo e ingiustizia.

copertina
Regia
Destin Daniel Cretton
Genere
Drammatico
Anno
2019
Attori
Michael B. Jordan - Brie Larson - Jamie Foxx -
Durata
136 minuti
Paese
USA
Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.