DI lui ci eravamo già occupati dedicandogli un approfondimento circa un anno fa
JOHN FANTE. IN ARTE ARTURO BANDINI – LEGGI IL NOSTRO SPECIALE
Il nome di John Fante è indissolubilmente legato a quello del suo personaggio Arturo Bandini, come Mogol a Battisti, Beethoven alla Nona.
E come spesso accade l’uno finisce per subire l’altro, per rimanerne contagiato. Così fu per John Fante e il suo protagonista, alter ego di quello che avrebbe voluto essere e che non ha mai goduto appieno di essere diventato.
I sogni dello scrittore si sono avverati, ma lui non si è mai sentito totalmente tale, non ne ha mai goduto appieno della consapevolezza.
Lo scopre Charles Bukowski, letteralmente innamorato dei suoi libri e della sua scrittura, quando è troppo tardi per conquistare il grande pubblico, in quella Los Angeles sfavillante che non gli apre le porte se non per essere uno dei tanti sceneggiatori del cinema degli Studios.
Scrittore affascinante anche se non immediatamente apprezzabile e non per tutti, per nulla ruffiano od opportunista nella scrittura John Fante ha comunque un posto di rilievo nella letteratura americana moderna.
La storia di Arturo Bandini dà vita a romanzi quali Chiedi alla polvere, Aspetta primavera Bandini, La strada per Los Angeles come ispirazioni e delusioni, riflesso nello specchio del desiderio dell’autore di poter essere o diventare “quell’altro”.
Ma la sua vita si ritrova anche in altri lavori quali la Confraternita dell’uva, Una vita piena, Bravo Burro!
E ancora autobiografico è l’ultimo romanzo, Sogni di Bunker Hill che, malato di diabete, non riesce a scrivere di suo pugno ma deve dettare alla moglie.
In questo suo ultimo lavoro, ci si potrebbe aspettare un John Fante vinto, abbattuto, sofferente. Invece ne esce il carattere dell’uomo forte, ironico, vigoroso, irrispettoso della vitta e mai vinto. Il carattere di Arturo Bandini, fino all’ultimo.