Il pianeta umano

Antropocene. Il pianeta umano e la grande accelerazione del sistema Terra

Perché oggi il nostro mondo è così? Provano a rispondere due scienziati Simon Lewis e Mark Maslin con la preziosa, stimolante e importante pubblicazione di Einaudi Il pianeta umano. Come abbiamo creato l’Antropocene.

Prima di tutto che cosa è l’Antropocene? Antropocene è un termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene F. Stoermer, nel 2000 fu adottato dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen. Il termine descrive l’epoca geologica attuale, nella quale all’essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche. Nel volume Lewis e Maslin evidenziano diversi ambiti in cui la geologia del pianeta e la storia umana si incrociano. Dalla discesa dagli alberi, l’agricoltura prima rivoluzione energetica, alla globalizzazione 1.0, dai combustibili fossili seconda rivoluzione energetica, ala globalizzazione 2.0 che ci ha condotti a toccare i confini planetari. Dall’inizio del mondo moderno del Cinquecento, due circuiti di feedback autorinforzanti e collegati (l’investimento dei profitti per generare altri profitti e la produzione crescente di conoscenza mediante il metodo scientifico) hanno dominato in misura sempre maggiore le culture del mondo. Una probabile conclusione a cui si giunge ci porta direttamente all’anno 1610, il cosiddetto chiodo d’oro (golden Orbis spike), ovvero il marcatore temporale dal quale la Terra ha iniziato a procedere verso un nuovo stato, dopo aver toccato il minimo dell’anidride carbonica atmosferica presente in una carota di ghiaccio antartico.

Gli studiosi  inglesi ne Il pianeta umano riflettono sia su come le attività umane abbiano causato (e stiano causando) cambiamenti ambientali da determinare il futuro dell’unico pianeta che sulla possibilità di individuare tracce concrete di questi cambiamenti nei sedimenti geologici. Inoltre Lewis e Maslin tentano di dare una reinterpretazione della storia dell’umanità attraverso la lente della scienza del sistema Terra, riflettendo sui cambiamenti organizzativi e sociali su scala mondiale. Questa nuova epoca geologica ha determinato dopo quattro miliardi e mezzo di storia il nostro futuro e l’illusione “svanita” di governare la natura. Ecco che la sfida scientifica più ardua è proprio quella di riuscire a comprendere il proprio potere in modo da poter rispondere in maniera più consapevole ai rischi. Siamo in qualche modo “tutti sulla stessa barca”, il futuro del nostro pianeta, della nostra Terra si sta modificando troppo in fretta. Lewis e Maslin, supportati da un’importante bibliografia, ci spiegano in maniera esaustiva le varie derive dell’azione umana sul sistema Terra e rendono il lettore consapevole di fronte ad un compito arduo. Proprio nel tracollo ambientale, cui inevitabilmente siamo i protagonisti, dobbiamo essere consapevoli che una nuova forza della natura, una «superpotenza geologica» si è affiancata ai meteoriti e ai vulcani nel dare forma all’evoluzione della vita sulla Terra. Ecco perché parliamo di Antropocene, dove i futuri possibili sono soltanto tre: il continuo sviluppo del modo di vivere capitalistico consumistico verso una maggiore complessità, il crollo o un nuovo modo di vivere.

In Il pianeta umano Lewis e Maslin proiettano le loro riflessioni su di un futuro che sicuramente nessuno può conoscere in dettaglio, ma l’instabile epoca dell’Antropocene, in termini geologici è appena iniziata, ma si sta estendendo con una “grande accelerazione”, al di là della nostra immaginazione. Ecco perché c’è la necessità e l’urgenza di accettare tutte le diversità ecosistemiche affinché collettivamente si possa gestire la Terra con accordi globali, nonostante le molteplici difficoltà, ma non ci possiamo più permettere di fallire. La domanda cruciale è la seguente: questa mega-civilizzazione interconnessa attuale, che consente a 7,5 miliardi di persone di condurre una vita fisicamente più sana e più lunga che in qualsiasi momento della nostra storia, continuerà a rafforzarsi? O continueremo a usare sempre più risorse finché la civiltà umana collasserà?

copertina
Autore
Simon Lewis
Casa editrice
Einaudi
Anno
2019
Genere
saggistica
Formato
Rilegato
Pagine
384
Traduzione
Simonetta Frediani
ISBN
9788806239732
Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.