Charles Bukowski

Charles Bukowski – A Sud di nessun Nord. Storie di una vita sepolta

«Come può dirvi chiunque, non sono un tipo molto gradevole. Non so nemmeno cosa voglia dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i fuorilegge, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un debole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le cale molli e il trucco sbavato. Mi interessano più i pervertiti dei santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anch’io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, la religione, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società».

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L’incipit di Tu sì che hai fegato, racconto contenuto nella raccolta A Sud di nessun Nord, recentemente ripubblicato da TEA Libri, non è semplicemente l’implacabile ed ironico autoritratto di uno dei più grandi scrittori di sempre, ma una precisa dichiarazione poetica. In queste poche righe, infatti, Charles Bukowski ha saputo condensare, meglio di quanto qualsiasi critico letterario saprebbe fare, i temi caratteristici della propria letteratura ed il suo tratto fortemente anticonformista e provocatorio, che ne fanno un assalto costante al perbenismo borghese e al politically correct made in USA.

Il libro

Con le ventisette novelle di quest’antologia di Charles Bukowski, (pubblicate in patria nel 1973), lo scrittore americano si conferma come il più genuino cantore dell'”altra America”, quella che il “Sogno” non l’ha mai neppure sfiorato di striscio, una vasta landa desolata, popolata di alcolizzati, senzatetto, prostitute, pugili, ladri, imbroglioni, sfaccendati, assassini e chi più ne ha più ne metta.

Con la sua prosa apparentemente rozza e volgare (in realtà finemente cesellata), Charles Bukowski erige queste figure borderline a protagoniste di storie a base di sesso, alcool e violenza, caratterizzate da un mix di feroce sarcasmo (rivolto alla società dei cosiddetti “normali”) e profonda disperazione esistenziale (che si guarda bene, tuttavia, dallo scadere nella retorica).

A Sud di nessun Nord, di Charles Bukowski – La recensione

Anche quando sono consapevoli del terribile vuoto e del desolante squallore della propria vita, gli anti-eroi bukowskiani (esemplificati dell’alter ego dello scrittore, Henry Chinaski) non accennano la benché minima forma di reazione. Da questo punto di vista, non si possono certo dire dei sovversivi: accettano passivamente il proprio posto ai confini del Storia, consapevoli che qualsiasi tentativo di riscatto naufragherebbe, schiacciato dall’insensibilità e dal cinismo della società, che, a conti fatti, appaiono ben più terribili di quelli di cui sono portatori i personaggi creati dall’autore di Post office (1971) e Factotum (1975).

Perché in fondo questi poveri relitti umani, anche quando si macchiano di atti brutali (come i due protagonisti de Gli assassini, che rapinano ed ammazzano una giovane coppia, non prima di aver stuprato la donna), sono mossi da una sorta di animalesca istintività che li rende, in un certo senso, più puri rispetto agli “integrati”. Tutto ciò che desiderano dalla vita è qualche dollaro per pagarsi da bere, un tetto sotto il quale ripararsi ed una compagnia femminile con cui fare del sesso, e all’inferno tutto il resto. Non c’è solidarietà (se non temporanea e dettata dalla necessità di procurarsi i beni “primari” di cui sopra) e non c’è amore in queste pagine: del resto, come dice il protagonista de Il diavolo era caldo, ad esser buoni «si finisce all’angolo tra la settima e Broadway, a vendere i giornali».

A Sud di nessun Nord è la raccolta di racconti più celebre di Bukowski e costituisce un importante tassello di quel sarcastico controcanto al mito dell'”American Dream” che lo scrittore ha intonato con tutta la propria opera. «Non preoccuparti, piccola, io sono un genio. L’unico guaio è che gli altri non lo sanno» (Così amano i morti). Si sbaglia signor Chinaski: ce ne siamo accorti, eccome…

copertina
Autore
Charles Bukowski
Casa editrice
TEA Libri
Anno
2020
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
342
Traduzione
Maria Giulia Castagnone
ISBN
9788850257065
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