“Psycho” è un cult movie che non solo celebra il talento di Hitchcock, ma anche – e soprattutto – lo psicopatico Norman Bates, interpretato da Anthony Perkins.
Il punto di forza de “Il processo” è, soprattutto, nelle scenografie, in grado di ricreare un ambiente perfettamente coerente con l’atmosfera “kafkiana” del romanzo, opprimente e ansiogena, costruendo luoghi dall’alto effetto suggestivo.
“Tra amici” di Amos Oz è composto da brevi racconti, un po’ sullo stile di “Gente di Dublino” di James Joyce…
Ne “La città marcia”, Bianca Stancanelli racconta la storia di Giuseppe Insalaco, un uomo che conosceva la mafia e i suoi meccanismi e che cercò di svelarne pubblicamente i segreti. Venne ucciso nel 1988.
In “Chéri”, la Pfeiffer è abilissima nel presentare l’immagine di una donna apparentemente felice, ma allo stesso tempo frustrata a causa degli anni che passano e il conseguente decadimento fisico.
Il regista Paul Thomas Anderson gira con vera maestria uno dei film migliori degli ultimi anni, sostenuto da una curata composizione delle immagini, musiche suggestive e dall’interpretazione di Daniel Day-Lewis.
“Al di là del nero” viaggia attorno alla storia di due donne, molto diverse tra loro che, messe a dura prova dalla vita, si “raccolgono” a vicenda.

