Lo stile e la maniera. Il primo LP omonimo (2011) era lo stile, questo Overgrown la maniera. Il titolo non mente: James Blake è cresciuto e pure troppo. Il suo post-dubstep, post-soul, post-gospel e post-tutto si è trasformato in un…
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Dunque non scherzavano i Flaming Lips: hanno davvero fatto un disco “cupo e disturbante” come annunciato. La diffidenza era legata a essenzialmente a due motivi: il risaputo spirito esagitato, sopra le righe e clownesco di Wayne Coyne e soci (reduci…
Bankrupt!: stratificato, ricco, ipnagogico. Eppure, sotto la coltre di synth sporchi e minimalismi assortiti, il cuore della band francese è sempre il solito, un cuore melodico e pop. Questo tanto per chiarire, perché Thomas Mars in un’intervista di qualche tempo…
Hanno studiato, i Knife, per preparare Shaking the habitual. L’idea era quella di riflettere sulle odierne categorie del potere – genere, razza, classe, sessualità – partendo da un interesse (documentato da opportune letture) per tematiche femministe e legate ai “queer…
Piccoli fenomeni (italiani) crescono. Che poi, le parentesi qui si possono tranquillamente omettere, perché le Lilies on Mars non suonano come le solite cose nostrane. Il che, vista l’ambizione dichiaratamente cosmopolita ed internazionalista del progetto, ostentata sin sin dal debutto…
Il grunge è roba di Mark Arm. Letteralmente, perché fu lui a coniare il termine. Fattualmente, perché con i Green River prima e con i Mudhoney poi, è stato tra i primissimi a definire gli standard del genere, in maniera…
Dieci anni. Sono passati dieci anni dalla pubblicazione di Give up, eppure la brillantezza di questo primo e (ad oggi) unico frutto del sodalizio tra Ben Gibbard e Jimmy Tamborello è rimasta intatta. La ristampa della Sub Pop, pur con…
