Iggy Pop è virtualmente inaffondabile. Di anni ne ha 66, ma il fisico e soprattutto la testa sono quelli di un ragazzo (va be’, non esageriamo, ma quasi). Ready to die, registrato con i sempiterni Stooges (James Williamson, Scott Asheton…
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I British Sea Power sono gli alfieri di un brit-rock intelligente, letterato nei testi, eterogeneo nelle melodie e negli arrangiamenti – sperimentale, in un modo subdolo e sempre intrigante. Più che il genio, il loro tratto precipuo sembra essere una…
La fatalità: come sbagliare fermata del treno e conoscere l’altra metà della mela (artistica). Greg Hughes ha trovato così Tessa Murray, la vocalist grazie alla quale prendono forma le graziose visioni dream-pop degli Still Corners. Graziose e meravigliosamente fuori dal…
Music for the masses: titolo facile, limpido, programmatico. I Depeche Mode “spettacolari” lo sono stati sempre, ma qui fanno un passo avanti: puntano ai grandi spazi, fisici e di audience. La band riduce (ulteriormente) la componente “electro” dei brani, si…
I Wire che rimettono mano al loro repertorio nascosto: curioso. Negli anni ’70, Colin Newman, Graham Lewis e Robert Grey avevano messo a ferro e fuoco i cliché del rock con album difficili e sgradevoli come Pink flag, Chairs missing…
La maturazione di Iron and Wine ha francamente dell’incredibile. Partito come solitario menestrello (acustico) dalla voce sussurrante, dopo il dittico The creek drank the cradle (2002) – Our endless numbered days (2004, praticamente perfetto), Sam Beam ha progressivamente complicato la…
Fever to tell: correva il 2003 e gli Yeah Yeah Yeahs bruciavano (si fa per dire) d’urgenza comunicativa. Giocavano con chitarre e batterie post-punk, garage e no-wave di trent’anni prima, ma lo spirito era genuinamente indie e moderno: più che…
