Gli incubi: nessuno sa da dove arrivino, se dal profondo dell’inconscio o “dal profondo della notte”. Prendiamo Nancy: ogni volta che chiude gli occhi e s’addormenta, vede materializzarsi un uomo con un maglione a righe verdi e rosse, il volto…
Autore: M.L.
Johnny Marr – The messenger
Ha faticato un po’, Johnny Marr, nel suo percorso solista. Non che alla sua controparte vocale negli Smiths le cose siano andate benissimo, ma almeno Morrissey, nei suoi “years of refusal”, di cose degne di nota ne ha fatte. Marr,…
Atoms for Peace – Amok
Se n’è parlato parecchio di questo debutto degli Atoms for Peace. Vuoi perché di mezzo c’è Thom Yorke dei Radiohead, vuoi perché il resto della line-up non è che sia composta proprio di scarti (Nigel Godrich, Flea, Joey Waronker e…
Edible Woman – Nation
È un rock disarticolato e visionario, quello degli Edible Woman. Non si accontenta di citare ipnosi kraut, spasmi post-punk, trame (psych)folk anni ’60 e sferzate industriali, ma va oltre, li ingloba in un tessuto “avventuroso”, fatto di piccoli, grandi eventi…
Neil Young – Il sogno di un hippie
Un Neil Young che si racconta, ma nel presente e con sguardo rivolto al futuro: è Il sogno di un hippie, prima autobiografia del musicista canadese, edita in Italia da Feltrinelli. Bando alla nostalgia e alla (inevitabile) dimensione memoriale, in…
Joe Wright – Anna Karenina
Ad Hollywood, si sa, piace tornare spesso sul luogo del delitto – soprattutto quando la “location” in questione è un classicone impenitente, di quelli che tempi e mode non riescono a scalfire. Un po’ per la cronica crisi di idee,…
How to Destroy Angels – Welcome oblivion
In principio erano i Nine Inch Nails, la “spirale” che trascinava all’inferno (sintetico) il rock alternativo, coniando un suggestivo sound industriale per le masse. Il debutto del 1994 (The downward spiral, appunto) fu un successone: numero due nella classifica di…

