«Non si esce vivi dagli anni ‘80», cantavano gli Afterhours tempo fa. E la citazione suona decisamente profetica se pensiamo all’evo musicale attuale, intrappolato (ancora per poco: ci sono tutti i segni di un’imminente ritorno ai ’90) nello spettro sonoro…
Autore: M.L.
The Strokes – Comedown machine
Non sono più gli Strokes di una volta. Dal garage al loft, dalle chitarre al pop, dalla new-wave intellettuale alla disco ultra-kitsch. A pensarci bene, il dandysmo elettrico del debutto Is this it, notevole testimonianza della fase acuta delle febbre…
Depeche Mode – Delta machine
Depeche Mode un po’ claudicanti da Sounds of the universe (2009). Per carità, la classe è rimasta intatta, così come la padronanza degli archetipi del loro pop ultra-tecnologico, tuttavia l’insieme è divenuto, come dire, più grossolano. Anche in Delta machine…
Eterea Post Bong Band – BIOS
Luigi Funcis, Pol de Lay, Lelesd e Rigon sono quattro pazzi. Per fortuna. La loro idea di rock è un agglomerato di suoni apparentemente caotico e in realtà ben strutturato, che ha affinità col progressive ma senza le pretenziosità e…
Juan Diego Solanas – Upside down
Adam e le eccezioni. In primis, un sistema solare, quello in cui vive, composto da due pianeti gemelli che orbitano intorno allo stesso sole. Le leggi vogliono che gli abitanti dei due pianeti non possano “mischiarsi” – tanto quelle degli…
Hurts – Exile
Il fascino (?) dell’”arena rock” ha colpito anche gli Hurts – purtroppo. Con Happiness (2010), Theo Hutchcraft e Adam Anderson erano riusciti a fare della loro nostalgia (già la copertina ammiccava a Pet Shop Boys e Bros) un manufatto prezioso,…
Devendra Banhart – Mala
Non solo hipster, Devendra Banhart. Certo, il look, le pose da bohémien, un’idea di canzone a tratti forzatamente passatista, non hanno aiutato a definire altrimenti il personaggio, ma tant’è: le etichette sono fatte apposta per essere messe in discussione. Da…
