Cosa significa, oggi, abitare l’osso d’Italia? Se lo chiede (e ce lo chiede) Livio Santoro in Appenninica, un volume prezioso pubblicato da Piè di Mosca Edizioni che ridefinisce il modo in cui guardiamo a quel dorsale montuoso, geografico e culturale, che attraversa il nostro Paese.
Non aspettatevi il classico resoconto di viaggio nostalgico o la cartolina sbiadita del borgo che muore. Questo libro è un’operazione diversa, molto più urgente e viscerale.
Il libro
Angosce collinari, pene agresti, affanni di piccole società addolorate rinchiuse tra i monti. Ma anche la nuova gaiezza di un’ibridazione antropo-vegetale, di un’alleanza tra vermi e corpi umani che precede la decomposizione.
Sono questi i territori di Appenninica: un viaggio narrativo che parla tante lingue, più o meno letterarie, lungo una dorsale di punti che potrebbero essere qui come lì, e che in effetti sono qui come lì. Una fuga? Forse. O forse non esattamente.
Perché, d’altronde, fuggire? La decisione su cosa sia questa raccolta, in ogni caso, spetta a chi legge. Pertanto, la si legga.
Appenninica – La recensione
Livio Santoro ci porta dentro le aree interne non come un turista distaccato, ma come chi quei luoghi li vive, li subisce e, soprattutto, li ama di un amore ruvido. La narrazione si muove tra il reportage, la riflessione personale e l’indagine antropologica, restituendo la voce a comunità che spesso finiscono sui giornali solo per la cronaca dei terremoti o per il folklore estivo.
Il vero cuore di Appenninica, però, sta nel potere della parola. In un’epoca in cui la narrazione dei luoghi è spesso delegata a scatti Instagram, Santoro ci ricorda che la scrittura è un atto di resistenza. Raccontare l’entroterra non significa idealizzarlo. Significa mapparne le ferite, i vuoti, l’isolamento, ma anche la straordinaria caparbietà di chi decide di restare.
La scrittura qui diventa uno strumento di rivendicazione. Santoro usa le parole come coordinate per rimettere l’Appennino al centro della mappa, non come margine, ma come spazio vivo di sperimentazione e di futuro.
Appenninica ci lascia con una certezza: i luoghi esistono se vengono nominati. E se non ricominciamo a scrivere e a raccontare l’entroterra con la giusta complessità, rischiamo di perdere non solo dei pezzi di territorio, ma un pezzo fondamentale della nostra identità.
Un libro consigliatissimo per chiunque voglia capire dove sta andando l’Italia profonda, lontano dai cliché e vicino alla terra.
#Commissioniguadagnate

Livio Santoro
Casa editrice
Pièdimosca
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
95
ISBN
9791280289513





