Agustina Bazterrica è una delle voci più importanti in questi ultimi anni nel panorama letterario argentino. Il suo ultimo romanzo si intitola Le indegne, ed è stato pubblicato in Italia da Eris.
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L’autrice ci porta in un futuro distopico, in cui una grave crisi climatica ha devastato il mondo. Ma Le indegne è anche una storia che parla del potere della scrittura e del rapporto intimo con chi ci sta accanto.
La trama
La protagonista, dopo avere vagato a lungo per terre devastate, come altre donne trova rifugio in una specie di convento gestito da una setta religiosa basata su una rigida gerarchia: ci sono le serve, le indegne come lei, le elette e le Illuminate, le uniche in grado di prevedere le catastrofi e di interpretare il linguaggio divino, le uniche ad avere il permesso di vedere “Lui”, colui che è a capo di tutto.
Torture, sacrifici e terrificanti cerimonie in nome dell’Illuminazione, tutte le donne devono sottostare agli ordini severi della Sorella Superiora.
Le indegne – La recensione
Il romanzo di Agustina Bazterrica delinea un futuro post-apocalittico in cui la sopravvivenza non si organizza in una giungla urbana, ma si cristallizza all’interno della Casa della Hermandad Sagrada, un ex convento maschile riconvertito in un rifugio-prigione.
La distopia di Bazterrica si focalizza sulla nascita di una setta spietata guidata da una divinità patriarcale invisibile, chiamata semplicemente “Lui”. Il convento, che dovrebbe rappresentare la salvezza rispetto all’inferno esterno, si rivela un microcosmo totalitario fondato sul controllo assoluto dei corpi femminili, sul sacrificio della carne e sull’annullamento sistematico dell’identità. Le donne subiscono punizioni corporali e vengono private persino del proprio nome per espiare presunte impurità.
In un contesto in cui ricordare il passato è considerato un reato contro l’ordine sacro, l’atto dello scrivere si trasforma nell’unico vero strumento di dissidenza. La protagonista, di cui non conosciamo l’identità, tiene un diario clandestino. Grazie ad esso, può tracciare parole che permettano di conservare i frammenti di un’identità che la setta cerca di azzerare. Il diario si configura come un atto di resilienza, una crepa nel muro di silenzio imposto dai carnefici. Nominare l’orrore significa togliergli la sacralità astratta e svelarne la natura violenta.
L’elemento più inquietante del testo è però l’uso della fede. Bazterrica mostra come il bisogno umano di sacro, in tempi di crisi climatica, venga distorto per giustificare l’abuso. La fede non è conforto spirituale, ma uno strumento di tortura istituzionalizzato, dove la divinità diventa pretesto per legittimare gerarchie sociali crudeli. Tuttavia, esiste anche un’intimità religiosa sotterranea: il bisogno primordiale di speranza: l’autentico senso del sacro risieda nel legame segreto tra le recluse e nella silenziosa attesa che una natura finalmente guarita possa ridare diritto alla vita e alla libertà.
Le indegne è un romanzo brutale che dimostra come, anche quando la fine del mondo sembra compiuta, la parola scritta rimanga l’ultima trincea dell’umanità.
#Commissioniguadagnate

Agustina Bazterrica
Casa editrice
Eris edizioni
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
189
Traduzione
Francesca Signorello
ISBN
9791280495891





