Il giardino dei fiori infelici

Il giardino dei fiori infelici – Nicola Lucchi

Neo edizioni “marca” il mese di febbraio con una nuova uscita che, come spesso capita nel panorama della casa editrice abruzzese, supera la classica concezione dei generi ed esiste in un universo tutto suo.

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Si tratta de Il giardino dei fiori infelici, di Nicola Lucchi, ed è il romanzo vincitore del Premio nazionale di narrativa Neo 2025.

La trama

Ha ventidue anni Lucas quando torna a casa in manette, scortato dai carabinieri. L’accusa è già nota, il verdetto già emesso, ma nessuno conosce ancora il movente. Il ragazzo spiegherà perché ha ucciso quei bambini, a una sola condizione: che gli sia concessa una camminata nel bosco insieme a don Raffaele.

Il prete se n’è andato dal paese molto tempo prima, e non immagina perché Lucas voglia parlare proprio con lui, ma è un uomo di Dio e non può rifiutare. Ciò che lo aspetta è più di una confessione. È una via crucis. A raccontarla è Olga, la madre del ragazzo.

“La strega del villaggio”, così la chiamano. Nelle parole della donna, la storia della sua famiglia si mescola a quella della comunità in cui vive – ed è una storia di povertà, esclusione e violenza. Ma è anche la storia dell’amore che lega un figlio e sua madre. Di cosa può diventare l’amore se affonda le radici nella solitudine e nel dolore.

Il giardino dei fiori infelici – La recensione

Tra il thriller, il gotico e qualche dettaglio decisamente horror, Il giardino dei fiori infelici è l’ennesima dimostrazione di un minuzioso lavoro di ricerca della casa editrice Neo, che col suo Premio nazionale di narrativa è riuscita non solo a dar voce a tanti giovani autori, ma anche e soprattutto a creare una sorta di “genere di confine” che certamente lascia spiazzato il lettore ma che proprio per questo è unico.

Questo romanzo solca il terreno del dolore e del senso di colpa e lo fa attraversando strade e sentieri bui, tortuosi, “infelici” appunto, come dice il titolo. Alla fine di quel sentiero avrete difficoltà a scindere il bene dal male, a capire chi sono le vittime e chi i carnefici. Questo senso misterioso di scivolamento verso l’ignoto buio e desolato non risparmia nessuno, sia i protagonisti che chi sta leggendo.

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Il giardino dei fiori infelici

Può sopravvivere a tutto questo, forse, l’amore di una madre per un figlio. Ecco perché è lei a raccontare i fatti, come se le parole potessero mettere una distanza tra la razionalità e l’orrore, ma anche come se capissimo fino in fondo che la storia di uno è la storia di tutti, soprattutto nelle piccole comunità. Lì, tra la gente semplice di montagna, quando un seme lascia la pianta inizia a spargersi senza che nessuno lo possa fermare. Succede con la violenza, nel terreno fertile dell’isolamento, della vergogna, del non detto.

Ho pensato a due narrazioni mentre leggevo questo libro. La prima è il racconto biblico di Sodoma e Gomorra, quando Dio distrugge col fuoco le due città sulla via della perdizione accorgendosi che nessuno è senza colpa. Solo Lot e la sua famiglia, i “giusti”, possono mettersi in salvo scappando, abbandonando la propria casa e la propria terra. Scappare forse è l’unica soluzione per non essere parte del male che invade ogni cosa.

La seconda è un insieme dei versi di due canzoni di De André, quando dice che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”, o quando ci avverte che “Se tu penserai e giudicherai da buon borghese,
Li condannerai a cinquemila anni più le spese. Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, Se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo”.

Ognuno di noi ha la sua ombra e il suo lato oscuro. Molte volte c’è una spiegazione profonda che ci pare nitida, altre volte non riusciamo a percepirla. Ognuno di loro, di queste vittime della vita, è un fiore appassito e infelice la cui storia merita di essere comunque raccontata.

#Commissioniguadagnate

copertina
Autore
Nicola Lucchi
Casa editrice
Neo Edizioni
Anno
2026
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
180
ISBN
9791280857408
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diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.