Quando nei paesi chiudono i bar è un altro esperimento letterario perfettamente riuscito portato in libreria da Neo edizioni in questo periodo.
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Amedeo Di Nicola e Paolo Fiorucci alternano le loro voci tra poesie e racconti per descrivere l’anima dei piccoli centri montani, quelli resilienti, quelli che racchiudono le storie e l’umanità più profonda che, con fatica e disincanto, resiste agli stracci del tempo e cerca di fermare la Storia.
Il libro
Una raccolta di poesie e racconti che, in un costante gioco di alternanza, si cala nell’atmosfera dei paesi montani, non la domenica di festa ma un lunedì autunnale che quasi annuncia la neve, quando i turisti sono andati via e restano in pochi, gli ostinati, i sognatori, chi non ha altra scelta.
Le strade e i vicoli raccolgono silenzi e ricordi, soprattutto raccolgono una vita che continua nonostante tutto, che non vuole essere sradicata, che nella propria memoria si tiene al caldo e riesce addirittura ad immaginarsi nel cosmo, su pianeti nuovi. Uno scrittore e un poeta, ognuno a suo modo, abbracciano ciò che resta, raccolgono quella luce particolare che accomuna i paesi dell’entroterra, una luce che dal sorriso passa per la nostalgia fino ad approdare a una consapevolezza quasi pacificata.
Poi insieme si siedono a un tavolino, ordinano una birra e un mazzo di carte perché c’è ancora tempo prima di rientrare a casa, c’è ancora tempo prima che l’ultimo bar del paese chiuda.
Quando nei paesi chiudono i bar – La recensione
C’è una frase fatta che prima o poi abbiamo sentito tutti: “Il bar è il cuore del paese”. Avete mai pensato in effetti a cosa succede davvero quando in un piccolo borgo quell’insegna al neon si spegne per sempre? A raccontarcelo ci pensano Amedeo Di Nicola e Paolo Fiorucci. Quando nei paesi chiudono i bar è un libro che non è semplicemente da leggere, ma da ascoltare come se fossimo seduti su una sedia impagliata a goderci il fresco della sera.
Poesia e racconto si fondono in un ritmo nuovo, quasi spiazzante. La prosa si allarga nelle storie di vita quotidiana e poi, all’improvviso, si stringe e si fa verso. È un’ibridazione che funziona benissimo: la poesia arriva nella polvere delle strade di provincia, mentre il racconto prende la rincorsa e vola alto.
I due autori ci portano nell’entroterra, in quell’Italia dei borghi d’appennino che sembra sempre sul punto di scomparire, eppure resiste. I bar che chiudono non sono solo attività commerciali che alzano bandiera bianca: sono presidi umani. Quando chiude il bar, se ne va l’ultimo punto di ritrovo per l’anziano che gioca a briscola, per il giovane che immagina di andarsene e per il forestiero di passaggio. Nel tempo dell’attesa che domina su ogni cosa, trapela una “Spoon River del centro Italia”, con umanità che attraversano generazioni e stagioni della vita.
I paesi diventano così l’ultima frontiera. Non una frontiera da Far West, ma il confine estremo di un mondo a misura d’uomo che la frenesia contemporanea sta spazzando via. Tra le pagine si respira una profonda, viscerale umanità: quella fatta di personaggi stravaganti, di silenzi pesanti, di una memoria collettiva che non vuole farsi dimenticare.
Quando nei paesi chiudono i bar non è un’operazione nostalgia o un lamento. È una testimonianza poetica e vivissima, un viaggio in quell’Italia interna che ci parla di chi siamo stati e, forse, di cosa rischiamo di perdere se smettiamo di guardare oltre la città.
#Commissioniguadagnate

Amedeo Di Nicola
Casa editrice
Neo Edizioni
Anno
2026
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
120
ISBN
9791280857491





