Tra la giovinezza e l’età adulta c’è una fase della vita che esplode tra le mani e che lascia ricordi, cicatrici, echi lontani. È ciò che Roberto Camurri descrive straordinariamente bene nel suo ultimo romanzo, Splendeva l’innocenza, pubblicato a gennaio da NN Editore.
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Tornando alle atmosfere di A misura d’uomo, Roberto Camurri racconta un’intera generazione che non riesce a fare quel passo in più, che fa ancora i conti con vecchi fantasmi, che fatica a scrivere i capitoli della propria storia.
La trama
Luca ha quarant’anni e conduce una vita senza sorprese: vive da sempre a Monterosso dove gestisce il bar di famiglia, ha una relazione tiepida con Giulia e non riesce a dimenticare Valentina, il suo grande amore del passato.
L’estate è lenta e monotona, tra i vecchi avventori del locale, i turisti che invadono il paese, e le serate a bere con gli amici Pietro e Alessio. L’estate del 2001, invece, era esplosa nella sua vita come dinamite: diciott’anni appena compiuti, i primi baci e la scoperta dell’amore, i pomeriggi al mare e l’incontro con altri ragazzi che in quel luglio si erano trovati, insieme, a sognare un mondo migliore, e a voler lottare per quel sogno.
Ma quando una sera Alessio, che abusa da sempre di alcol e droga, scompare senza lasciare traccia, Luca si mette alla sua ricerca, e quell’estate di tanti anni prima torna a presentargli il conto, facendo riaffiorare un tradimento e vecchi sensi di colpa mai sopiti.
Splendeva l’innocenza – La recensione del libro di Roberto Camurri
Quella meravigliosa ma delicatissima fase della vita che sta tra la giovinezza e l’età adulta, quindi, dopo esplosa rimane dentro di noi scomponendosi in tanti piccoli frammenti: desideri della gioventù, la ferocia e la rabbia della giovane età, il disincanto dell’avanzare degli anni, la speranza verso il futuro ma anche tanta malinconia per il passato.
Se potessimo descrivere questo passaggio, che prima o poi tocca a tutti, forse potremmo immaginarlo come una bellissima canzone d’amore che negli anni, più grandi e maturi, continueremo a fischiettare camminando. Una melodia in cui ci sono dentro tante cose, che mescola la nostalgia, la spensieratezza, il sentirsi invincibili ma anche tanto senso di colpa.
Lo sanno bene i protagonisti dell’ultimo romanzo di Roberto Camurri, completamente immersi in quell’età in cui, appunto, Splendeva l’innocenza, in cui la vita è fatta di incontri, di non responsabilità, della libertà di poter deludere. L’innocenza è forse quel momento in cui la razionalità adulta ancora non ha preso forma e lascia ancora spazio ai sentimenti puri.
Ma cosa resta poi, nel tempo, di quei giorni? L’autore decide allora di saltare dal passato al presente per farci scoprire cosa di quell’età dell’innocenza ogni personaggio ha portato con sé. Allora capiamo che quella canzone fischiettata può diventare un’intera orchestra che entra nel nostro corpo stordendoci, trasformandosi in sensi di colpa per qualcosa di irrisolto, in una continua lotta con l’incertezza per il futuro.
Per la generazione che riempie queste pagine, che ha vissuto di sogni e di ideali troppo grandi o troppo piccoli, che ha preso manganellate, che ha cercato rifugio nei bar, nella provincia o nella droga, sembra non arrivare mai il momento del confronto con se stessi per giungere all’armistizio, alla pace con l’io più profondo e con il mondo. Così si resta incastrati in un momento storico in cui fare un passo verso il futuro è troppo rischioso, perché si perdono le certezze del passato e non si hanno gli strumenti per modellare il futuro. Così, però, si rischia di non vivere il presente e di non riconoscere le nuove felicità che ci passano accanto.
Splendeva l’innocenza è un altro bellissimo romanzo di Roberto Camurri, un’altra storia che parla all’istinto, alla pancia. Una storia di ragazzi e ragazze che non hanno nulla di speciale e che nella loro quotidianità cercano di resistere alle onde, potendo contare su barche non troppo grandi. Ma ancora una volta dalle storie di Camurri si viene via con quella splendida sensazione di non essere soli, sapendo che da qualche altra parte qualcuno ha vissuto le stesse nostre esperienze, provato le nostre emozioni, è inciampato come noi, ha lasciato impronte che altri seguiranno.
Come se facessimo tutti parte di «un meccanismo così tanto complesso che non riusciamo ad afferrarlo». D’altronde, chi non ha mai aspettato un treno alla stazione? Chi non l’ha mai perso, almeno una volta, quel treno? Chi non ha un’estate perfetta da ricordare, un regalo da scartare o una storia da ricordare?
#Commissioniguadagnate

Roberto Camurri
Casa editrice
NN Editore
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
192
ISBN
9791255750642





