La notte delle farfalle

Aimee Bender e La notte delle farfalle

In queste settimane la casa editrice minimum fax ripropone la lettura di Aimee Bender con il romanzo La notte delle farfalle. La traduzione è di Damiano Abeni e Moira Egan.

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A dieci anni dal suo ultimo romanzo, Aimee Bender torna a esplorare, con una lingua unica per eleganza e limpidezza, un mondo nel quale gli oggetti più banali e quotidiani si trasformano in finestre verso un’altra dimensione e in amuleti di salvezza. E rinnova la dolce magia che ha fatto dell’Inconfondibile tristezza della torta al limone un libro di culto.

La notte delle farfalle – Aimee Bender

La notte in cui sua madre viene portata in un ospedale psichiatrico dopo un accesso di follia, Francie ha solo otto anni e rimane sola con la sua babysitter aspettando di poter prendere, la mattina dopo, il treno che la porterà a Los Angeles a vivere con gli zii.

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La notte delle farfalle

Accanto al divano sul quale dorme c’è una lampada con un paralume decorato di farfalle. Al risveglio, Francie vede una farfalla morta, identica a quelle sul paralume, che galleggia dentro un bicchiere d’acqua. Senza farsi vedere dalla babysitter, la deglutisce. Vent’anni dopo Francie si trova costretta a fare i conti con quel momento, immergendosi nel passato e ripescando nella memoria altri due incidenti, molto simili: la scoperta, in un quaderno di scuola, dello scheletro essiccato di uno scarafaggio, e la presenza di un bouquet di rose che riproduce il motivo floreale delle tende di casa.

Mentre il mondo intorno a lei sembra quasi perdere di consistenza, i ricordi si fanno sempre più luminosi, e gli insetti e i fiori sembrano aprire lo sguardo verso una terza dimensione. Comincia una dolce battaglia, nella quale salvare e proteggere la farfalla, lo scarafaggio, le rose è forse l’unico modo possibile per ritrovare l’amore di una madre adorabile e folle, e poter ricominciare, una volta per tutte, a vivere.

L’autrice

Aimee Bender, californiana, è nata nel 1969. Suo padre è uno psichiatra, sua madre una ballerina e coreografa. «Due professioni», ha osservato in un’intervista, «che hanno profondamente a che fare con l’inconscio, anche se la prima ha una forma di espressione verbale, l’altra completamente non verbale»: entrambe a loro modo influenzeranno la sua scrittura. È autrice di due romanzi, L’inconfondibile tristezza della torta al limone e Un segno invisibile e mio, e due raccolte di racconti, La ragazza con la gonna in fiamme e Creature ostinate. Tutte le sue opere sono pubblicate in Italia da minimum fax. I suoi libri sono stati tradotti in più di dieci lingue.
Fra i suoi padri letterari Aimee Bender indica Calvino e García Márquez, accanto a maestri della fiaba come Hans Christian Andersen e i fratelli Grimm e a moderni classici americani come J.D. Salinger e Donald Barthelme; ma nomina anche la musica di PJ Harvey e Jane Siberry, i fumetti di Lynda Barry, i balletti di Pina Bausch e il cinema di Jane Campion. Al momento Aimee Bender vive a Los Angeles, dove insegna scrittura creativa alla South California University.

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