Luciano Floridi

Luciano Floridi: per un design Onlinfe. Una prospettiva “politica” verde-blu nell’infosfera globale

Luciano Floridi è docente ordinario di filosofia ed etica dell’informazione presso l’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, dove è direttore del Digital Ethics Lab, nonché professore di Sociologia della comunicazione presso l’Università di Bologna.

Con il suo libro La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo edito da Raffaello Cortina Editore (2017),  l’autore con una prospettiva filosofica analizza la realtà digitale presentando una sofisticata ontologia del presente in cui si smarriscono i confini tra la vita online e quella offline per poi coniare il termine onlife. Con questa nuova espressione – adottata già nel progetto Onlife Initiative: concept reengineering for rethinking societal concerns in the digital transition istituito dal 2011 al 2013 dalla European Commission Directorate General for Communications Networks, Content & Technology – Floridi evidenzia come in tutte le nostre tutte esperienze coadiuvate dalle tecnologie della comunicazione (ICT) si smarriscono le differenze tra online e offline per convergere in una ibridazione dove reale e digitale si con-fondono.

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Il libro

Luciano Floridi catapulta il lettore dentro l’infosfera, il nuovo scenario dove viviamo la nostra vita on-off-line (life) in una combinazione di adattamento in ambienti digitali, tra il nostro essere fisicamente-analogico (basato sul carbonio e offline) e il l’ubiquo e il digitale (basato sul silicio e online). Restando nell’“infosfera globale”, Floridi individua una quarta rivoluzione, dopo quelle di Copernico, Darwin e Freud. Se la rivoluzione copernicana smonta la concezione antropocentrica dell’universo, la rivoluzione, darwiniana immerge l’uomo nel processo di evoluzione caratterizzato dalla selezione naturale, mentre la rivoluzione freudiana scava nel tripartitico (es-io-super io) profondo essere tra conscio e inconscio. Floridi sottolinea come in questo importante passaggio ci sia addirittura un superamento della storia stessa con tutte le radicali trasformazioni. Questa trasformazione prende il nome di iperstoria dove le società dipendono dall’informazione. Con l’avvento delle ICT siamo entrati nell’età dello zettabyte e dei big data. Nella ridefinizione di questa sfera informazionale globale in cui viviamo quotidianamente Floridi suddivide le tecnologie del primo ordine dove si trovano l’uomo e la natura, del secondo ordine, le quali mettono in relazione l’uomo con un’altra tecnologia e infine quelle del terzo ordine, dove sono proprie le tecnologie a interconnettersi tra loro, escludendo sia il fattore naturale che l’uomo dal processo.

Il professore di Oxford descrive questa infosfera come uno spazio informazionale dove sono appunto le tecnologie di terzo ordine a definire questo abitare. Il fatto di essere connessi e incorporati dentro la tecnologia stessa, che non è mai neutra e dove la vita stessa è onlife, ci conduce direttamente dentro a questa infosfera sincronizzata e delocalizzata, dove la privacy diviene una “funzione della frizione informazionale”. La quarta rivoluzione per Floridi nasce con Alan Turing e il computer esercitando così un forte impatto sulla nostra consapevolezza, scoprendoci organismi informazionali (inforg) reciprocamente connessi e parte di un ambiente informazionale (l’infosfera), che condividiamo con altri agenti informazionali, naturali e artificiali, che processano informazioni in modo logico e autonomo.

Floridi con questo primo volume di una “trilogia infraetica informazionale” che qui presento, intende mettere in rilievo uno scenario complesso fatto di importanti trasformazioni che necessitano di essere comprese. Attraverso queste tre pubblicazioni (oltre a Infosfera, Giapichelli, Torino, 2009), l’autore romano ci consegna una nuova filosofia dell’informazione necessaria per comprende il nostro tempo. L’autore ci invita a riflettere sulle ICT, le quali modificano il nostro ambiente in cui viviamo e questa trasformazione (biotecnologica del nostro corpo) rappresenta un campo di forze che mutano l’essenza del nostro mondo, poiché sono proprio esse a creare e ri-costrure la realtà che l’utente è in grado di abitare e vivere.

La quarta rivoluzione – La recensione del libro di Luciano Floridi

Questa evoluzione e l’affermazione dell’ICT secondo Luciano Floridi offre lo spunto per ragionare anche su di un livello sociopolitico della nostra società. Infatti con un altro volume sempre edito da Raffello Cortina nel 2020 dal titolo Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica, il teorico dell’etica dell’informazione descrive un passaggio obbligato, ossia quello da un governo centralizzato a forme di governo reticolari, distribuite, di coordinazione internazionale e globale.

Floridi raccoglie la sfida complessa della politica ripensata nel suo nucleo originario, come un’attività relazionale alla quale non ci si può sottrarre. In questo ultimo libro in lingua italiana, per Floridi c’è la necessità di un  ambientalismo militante che può recuperare il salvabile, affiancandosi ad un ambientalismo digitale e sintetico (e sincretico), in una versione olistica, capace di ripensare persino i nostri modi di abitare per poi poter ricostruire un ethos capace di riconciliare sia il naturale che l’artificiale. Nel Il verde e il blu, Floridi fa curvare il pensiero del lettore in direzione di una ricerca verso una politica all’altezza del nostro tempo, e che spesso dimostra il contrario. Affinché ci sia questa presa di coscienza, c’è il bisogno di un riconoscimento dell’essenza di una rivoluzione digitale dentro ad una società (delle mangrovie) complessa in cui viviamo immersi e dove non c’è più un grado di separazione dualistico tra analogico e digitale. Floridi ci invita ad un cambio di paradigma radicale capace di spostare la nostra attenzione dalle cose alle relazioni, le quali quest’ultime dovrebbero essere il nocciolo incandescente per un dibattito critico sociopolitico. Affinché si possa raggiungere questo grado di maturità, dobbiamo prima di tutto misurarla con le nostre aspettative, ma le stesse nostre aspettative dovrebbero essere esse stesse portate avanti da una politica che attualmente non è (ancora) all’altezza.

Il progetto che Luciano Floridi pensa, descrive e immagina è un progetto umano e relazionale, un “metaprogetto postmoderno” che promuove non le diseguaglianze sociali e i disastri ambientali, ma piuttosto una convivenza tra comunità e sistemi viventi (tutti: umani, animali e dati). Il progetto di Floridi è un progetto reticolare, responsabile, affinché sia proprio la cura del mondo, la terapia adatta per un’etica (infraetica) capace di unire le politiche verdi (economia green, circolare e dello share) e le politiche blu (economia digitale e dell’informazione). Affinché ci sia una promozione e azione politica efficace, è necessario rafforzare e lavorare su questo legame strutturale che lega la rivoluzione digitale alla politica e a tutti i suoi satelliti che gravitano intorno, evitando il rischio (alto) di un monopolio imprenditoriale e globale che tuttora governa. Per un miglioramento c’è bisogno di strategie politiche coraggiose nel fare scelte sociali giuste. Il verde e il blu rappresenta la giusta connessione di colori per un’alleanza tra digitale e ambiente (sociale, comunitario), solo così si possono afferrare le molteplici sfumature tra i due territori. La convivenza del blu e del verde richiede un patto serio e un cambio profondo della governance. Floridi accogliendo questa emergenza, propone con un approccio relazionale (e non più cosale) cento idee politiche (non ingenue) per una società matura dell’informazione. Affinché queste idee possano essere il motore di una buona politica e di una società sostenibile e di un futuro preferibile, Floridi “strizza” la filosofia che “con spirito di servizio” può aiutare ad affrontare in modo progettuale le sfide complesse del mondo odierno. Il digitale, come già ricordato, è un potente alleato nella cura del mondo, ma prima dovremmo staccarci dalla nostra condizione eccentrica per poter modificare anche il nostro modello di sviluppo. La condivisione-connessione potrebbe essere l’antidoto, il vaccino della nostra società, per essere curatori di un mondo. Solamente attraverso una dimensione di collaborazione e connessione potremmo attenuare una fenomenologia della fine (finale) che annoda sempre più il laccio alla gola del mondo. La visione di Floridi offre un discorso politico, un manifesto “etico” per poter ripartire,  dopo aver fatto una diagnosi delle problematiche che la prassi politica si trova ad affrontare in questo tempo e non sa risolvere. Nell’infosfera, il verde e blu si collocano dentro ad un altro libro di Floridi, il secondo per ordine cronologico, ma ultimo in questa analisi, essendo esso nella tetralogia il filo rosso (verde e blu) e quello che regge e sorregge i due altri volumi (antecedente e successivo) . É qui che  il pensiero del teorico di Oxford si fa territorio di progetto e il lettore può apprezzare e coniugare un pensiero critico per poi costruirne uno strumento utile per affrontare la società attuale del contemporaneo.

Con Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale del 2019, sempre edito dalla casa editrice milanese (Raffaello Cortina) è la stessa filosofia a fare da materiale organico e disorganico nella letteratura floridiana. Se il discorso filosofico vuole essere analisi, oppure critica, o ancora design, si deve partire dal riconoscimento di questo stato di cose, denunciando un’eccessiva concentrazione della filosofia sulla sua storia. Floridi cerca nella disciplina della filosofia una indisciplina e sta proprio in questo coraggio di rovesciare, di piegare e dis-piegare le molteplici dualità che reggono l’ambiente filosofico-accademico contemporaneo. Sta nel cattivo domandare filosofico delle domande assolute, la stessa fuga per atterrare ad un livello di astrazione che va oltre i confini per poi ridisegnare la filosofia stessa. In questa operazione di design, nel processo del progetto sono le domande giuste a gettare le basi di un progetto filosofico che abbracci la nuova realtà  filosofica che non può prescindere dalla tecnologie digitale, per poi poter agire. La filosofia deve tornare a performare per comprendere-modificare questo sistema, con un’etica in transizione (una infraetica, una trans-etica) che orienti il nostro agire nella società e nella politica.

La filosofia del Floridi e il suo design sta proprio nel ri-progettarsi internamente alle domande, per poi rigettarsi consapevolmente e responsabilmente dentro le domande stesse come terreno fertile di indagine nell’infosfera e nelle sue dinamiche verdi e blu per poi offrire al lettore (cittadino) delle sfumature, delle possibilità che superino la stessa rivoluzione (la quarta). La filosofia viene ripensata come design concettuale è qui l’ennesima rivoluzione, una meta rivoluzione per risvegliare l’attività filosofica, i suoi strumenti e i suoi obiettivi. Le domande divento radici, rizomi di rivoluzione infosferica, nonché occasione per contribuire al decentramento dell’uomo e dell’ego, un non-antropocentrismo decentrato, periferico, dove il punto di vista rimodula lo sguardo e il pensiero stesso. Costruttivismo e design concettuale sono gli ingredienti di Luciano Floridi per descrivere questo Attuale dentro cui diveniamo attraverso l’Altro vivente non solo umano.

copertina
Autore
Luciano Floridi
Casa editrice
Raffaello Cortina Editore
Anno
2017
Genere
saggistica
Formato
Brossura
Pagine
280
ISBN
9788860309334
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diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.