Utopia

Utopia: la nuova casa editrice che punta sulla qualità

Utopia è una piccola ma ambiziosa casa editrice nata nel gennaio 2020 a Milano. Alla base c’è una rigorosa selezione di letteratura di qualità, che predilige aree culturali poco conosciute.

Abbiamo intervistato Gerardo Masuccio, Editor di Utopia, con il quale abbiamo cercato di approfondire il progetto di questa casa editrice, le scelte editoriali, la visione del mercato e del momento storico in generale.

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Utopia – Una nuova casa editrice di qualità

UtopiaPartiamo con un po’ di storia e di cronaca: quando nasce Utopia e qual è stata la scintilla che ha dato il via a questo progetto?

Utopia è un’idea che è cresciuta con me. Fin da ragazzino avevo il sogno di lavorare in una casa editrice, poi ho capito che avrei avuto bisogno di maturare tutte le competenze necessarie per essere un editor. La figura professionale che ha un po’ lo sguardo più ampio sul libro, dalla nascita alla commercializzazione. Dal punto di vista concreto, dopo anni di gavetta ho capito a 28 anni che era il momento di far tesoro del mio bagaglio e di avviare un mio progetto. Così nasce Utopia, una piccola casa editrice ambiziosa, di qualità, che in qualche modo si contrappone ai grandi marchi che presentano sempre meno spesso libri di qualità e sempre più spesso letteratura generalista. Così ho contattato qualche persona che già conoscevo e che lavorava nell’ambito editoriale ed abbiamo creato un gruppo di lavoro per dare il via al progetto. Utopia nasce nel gennaio 2020, ma dopo poco più di un mese c’è stata la chiusura forzata causa Covid. I libri quindi sono arrivati in tutti i negozi a settembre.

Quante persone al momento lavorano in Utopia e che organizzazione interna vi siete dati? Cioè di quali figure o ruoli si compone la casa editrice?

Attualmente in Utopia lavorano sette persone, e tutti i processi che riguardano il libro sono internalizzati, a parte chiaramente i lavori di traduzione e di distribuzione. I titoli che prevediamo di pubblicare ogni anno sono 10-12. Io, come detto, sono l’editor e mi occupo dello scouting, Giovanni Cavalleri è il nostro Art Director, Giorgio Ghiotti si occupa dell’ufficio stampa, mentre Mattia Tortelli è il Social Media Manager. Zeno Toppan ha il ruolo di caporedattore, Riccardo Zippo è il redattore e Mariastefania Pati si occupa dell’ufficio commerciale, della distribuzione e dei rapporti con i librai.

Il mercato editoriale e l’attualità

So che al momento avete un’organizzazione particolare anche sulle modalità di lavoro, perché non avete una sede fisica ma lavorate in smart working giusto?

Esatto. Siamo tutti a Milano e ci incontriamo comunque spessissimo. Pubblicando circa un libro al mese riusciamo a lavorare anche a distanza. Avevamo l’idea di prendere una sede, ma con la pandemia diciamo che non c’è stata più l’urgenza. Questo modo di lavorare non è collegato strettamente al contingente quindi. Credo che anche da un punto di vista filosofico la sede sia un concetto un po’ vecchio, novecentesco. Credo che una start-up difficilmente abbiano una sede ufficiale. Continueremo così fino a che lo riterremo necessario.

So che vi avranno già fatto questa domanda, ma come si fa a creare una casa editrice in un momento come questo di crisi editoriale?

Non credo che ci sia una crisi così netta del mercato dell’editoria. Il mercato nel 2020 ha vissuto certamente un periodo difficile, ma la regressione che tutti si aspettavano si è trasformata in stagnazione. I settori dell’ebook e dell’audiolibro poi sono cresciuti, con il secondo che ha avuto un aumento del 100%. Insomma a mio avviso l’editoria non vive una situazione drammatica, al di là del luogo comune che questo settore si in regressione. Certo è che nel soffermarsi a guardare le classifiche di vendita e di lettura, ci si accorge che una vera “lettura di qualità” ormai non esiste più e che, come dicevo prima, sempre meno spesso vengono proposti libri di qualità. Io credo che non tutto ciò che troviamo in libreria sia definibile come libro. La quasi totalità dei libri presenti in libreria sono in realtà dei “libroidi”, che poco hanno a che fare con la letteratura.

Utopia e una visione internazionale della letteratura

UtopiaOra veniamo ai libri. Come vi siete organizzati per la distribuzione? Cioè dove si possono trovare i vostri libri?

La mia preoccupazione iniziale era che una piccola casa editrice potesse esordire come tipografia. Sono due cose molto diverse, perché la casa editrice tipografica e l’editoria sono due cose diverse. Non si può definire casa editrice chi non cura la distribuzione e il rapporto capillare con il lettore. Per cui la prima trattativa che ho portato avanti è stata con Messaggerie, proprio perché volevo che tutti i libri pubblicati da Utopia potessero essere presenti in quasi tutte le librerie. Al momento siamo presenti nelle più grandi catene di letteratura nella quasi totalità dei nostri titoli. Fortunatamente le vendite sono andate molto bene e quindi tutte queste catene stanno riordinando i nostri libri. I volumi sono anche presenti in tutte le piattaforme e poi c’è un bacino di circa 600 librerie indipendenti che ogni mese consultano le nostre schede e ordinano i nostri libri. Sono convinto che la percezione da parte dei lettori sia fondamentale, ecco perché a tutto questo uniamo un grande lavoro di ufficio stampa e sui social, strumento a cui teniamo particolarmente e che curiamo molto.

Parlando di linea editoriale invece, come decidete quali titoli pubblicare e quali no? Che tipo di processo di scelta c’è dietro la pubblicazione di un volume?

E’ un gioco meraviglioso che amo praticare tutti i giorni. Negli anni sono nate relazioni umane e professionali a livello internazionale con varie figure specializzate come scouting, editori stranieri, agenzie letterarie, traduttori o esperti che leggono i libri della propria area linguistica e che ce li propongono. Ogni giorno ricevo circa una dozzina di segnalazioni dall’estero da questi canali, più un’altra dozzina di autosegnalazione da autori italiani, che però difficilmente raggiunge il nostro standard. Chiaramente la maggior parte di tutte queste proposte viene scartata, non per mancanza di qualità, ma perché magari non corrisponde alle nostre scelte o ai nostri gusti.

Qual è il vostro approccio con la letteratura straniera? Cosa cercate o cosa vi interessa di più nel panorama internazionale?

Utopia si occupa soprattutto di letteratura internazionale. Riponiamo particolare attenzione per certe aree linguistiche. Sono stanco di questo malinconico e annoiato inchino costante a certe aree linguistiche da parte della nostra editoria. A mio avviso la francofonia, l’anglofonia, forse anche lo spagnolo e il tedesco hanno poco da dare ormai. Oggi credo che l’essenza riposi al margine e che nel mondo ci sono contesti culturali e sociali in cui sta sbocciando un’altra letteratura, di qualità sicuramente maggiore delle rotte linguistiche tradizionali che invece viene tenuta da parte, anche per pigrizia. Il prossimo libro che presenteremo ad esempio arriva dalle Mauritius. Insomma, ci soffermiamo su quelle aree del mondo che sono meno frequentate, colpevolmente, dalla nostra editoria.

Il target e i progetti futuri

UtopiaAvete già capito se esiste un particolare target di lettori a cui vi rivolgete o la vostra è un’offerta trasversale?

Sono dei lettori di libri di qualità, che cercano libri non per evadere ma per trovarsi. La letteratura di evasione no ci interessa. Io sono un amante dei libri che una volta letti mi portino un po’ più dentro di me, e non fuori da me. Quando mi hanno chiesto il motivo per cui i nostri primi volumi avessero venduto migliaia di copie ho risposto che non lo so, ma che forse ci sono molte persone che amano parlare a se stessi, e che quindi possono sostenere il bacino di una casa editrice come Utopia, persone che leggerebbero esattamente quello che leggerei io. Tra l’altro firmo personalmente tutte le alette, cercando di parlare direttamente ai lettori. Odio invece le sinossi, per cui mi interessava far sapere al lettore, in una sorta di lettera, come mai quel libro è presente nel catalogo di Utopia. In questo c’è un impegno personale, quasi poetico.

Dacci qualche anticipazione per i prossimi mesi. Quali sono le novità su cui punterete maggiormente?

In autunno uscirà il secondo romanzo di Massimo Bontempelli, che è stato il nostro best seller tra i primi cinque volumi pubblicati, e presto torneremo anche con Anne Curson perché il suo saggio è stato eletto dalla classifica di qualità Saggio 2020, cosa di cui siamo molto felici perché è stato anche il nostro unico saggio. Poi torniamo su Scanziani e su Cela. In questo momento poi stiamo traducendo da ben dodici lingue. Ci sono in arrivo molti romanzi e saggi di cui ancora non posso svelare nulla, ma il bacino da cui attingiamo è molto ma molto ampio.

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Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.