Alieni allo specchio

Alieni allo specchio. Umanità confusa – Amanda Bonaconsa

Amanda Bonaconsa, padovana, è una dottoressa – nello specifico è audiologa.

Da anni scrive sul blog http://micacotiche.blogspot.com e a fine 2019 ha pubblicato questa bella raccolta di racconti intitolata Alieni allo specchio. Umanità confusa.

La prefazione di Silvia Pareschi (nota traduttrice dall’inglese) fa notare che, tra le tante voci che Amanda riesce a far emergere su carta, resta il filo conduttore della partecipazione umana alle vicende dei vari personaggi.

Alieni allo specchio. Umanità confusa raccoglie diciassette racconti brevi che toccano tante tematiche diverse e le affrontano con altrettanti stili.

Gorgone Hollywoodiana è l’ironica descrizione di un risveglio fatto di film in testa (anzi, di una testa di Medusa che si risveglia e si specchia inorridita) e di autoironia tutta al femminile.

Diadema delinea in poche righe un certo tipo di matrimonio, tema che ritroviamo trasfigurato anche in Marcia nuziale, dove ritroviamo un altro diadema.

La scoperta dell’amore ruota attorno allo specchio e al doppio: in questo caso una madre (tutt’altro che materna) racconta la sua vita prima e dopo un determinato evento. Specchio che si ritrova anche al maschile in L’appuntamento oppure in Lo-li-ta, un originale incontro/scontro tra poesia haiku e tecnologia, dove stavolta lo specchio (dell’anima) è lo sguardo.

C’è anche lo specchio vuoto della tv nel bellissimo soliloquio al femminile de L’attesa: «la vita media si è allungata, ma nessuno ha allungato la voglia di vivere, o non per tutti almeno. Io di tutto questo tempo non so più cosa farmene; il tempo mi scorre addosso, io non ho più energia».

Ci sono emozioni come ira, rancore, odio tra le pagine di Veleno, dove una donna lasciata dal marito sa che quei sentimenti non la porteranno a star meglio ma di certo non li respinge, non li ignora.

Il racconto intitolato Ovatta ruota attorno ad una pittoresca figura di donna anziana che lamenta dolore alle orecchie ma che in realtà avrebbe più bisogno di una consulenza psichiatrica, forse un personaggio non così infrequente da incontrare nella realtà.

Il Personaggio in cerca di finale inizia come una favola e sembra un divertissement di chi scrive: la protagonista inizia il suo viaggio di studio Erasmus in Italia dove, ne è sicura, non c’è futuro ma ognuno fa ciò che vuole e lei potrà essere libera.

Guance narra lucidamente in prima persona la genesi di un uomo fragile e violento, la psiche di uno per cui tutto è un gioco o una sfida, e ritroviamo qui ancora una figura materna che mira all’ascesa sociale e che non si prende cura del figlio.

C’è molta introspezione nei racconti di Amanda Bonaconsa e tanta comprensione verso le infinite sfaccettature mai idilliache di questa umanità che l’autrice sembra aver osservato a lungo.

Un’umanità che si guarda dentro, che si racconta da sé molto meglio che allo specchio, dove l’immagine riflessa non basta perché imprecisa, sfocata, troppo piatta.

Un’umanità alienata, appunto, che si confida per trovare un senso che non c’è, per uscire dal caos e dalla confusione che essa stessa con i suoi atteggiamenti ha contribuito a creare.

Tra amarezza, ironia, disillusione, famiglie e amori tutt’altro che da manuale e una realtà quotidiana meravigliosa nella sua banalità ed imperfezione, i racconti di Amanda Bonaconsa scivolano l’uno dopo l’altro tra le pagine. Pagine dense che ci mostrano – attraverso una scrittura che non giudica ma che proprio per questo non tace nulla, non nasconde nulla – davvero un bel campionario di Alieni allo specchio. Umanità confusa.

EDUARD LIMONOV – LEGGI IL NOSTRO SPECIALE

copertina
Autore
Amanda Bonaconsa
Casa editrice
Independently published
Anno
2019
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
98
ISBN
9781696862646
Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!