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Leader, giullari, impostori. Sulla psicologia della leadership – M. Kets de Vries

«Specchio, specchio delle mie brame…», dicono nelle favole. E come sappiamo, le favole sono strettamente collegate ai luoghi più reconditi della psiche umana.

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Leader, giullari, impostori. Sulla psicologia della leadership (Raffaello Cortina Editore) di Manfred Kets de Vries, psicoanalista olandese e docente presso l’Istituto europeo di gestione aziendale (INSEAD), parte proprio da questo simbolo: lo specchio. Simbolo che ritroviamo fin dal racconto Lo specchio della leadership all’interno della Prefazione alla nuova edizione italiana a cura di G.P. Quaglino. Scritto nel 1993, ora in una nuova edizione Raffaello Cortina Editore nella collana Temi, questo testo è un classico che dopo venticinque anni risulta ancora attuale nell’epoca delle fake news e talvolta, come suggerito da Quaglino, della fake leadership. Infatti, anche se to lead in inglese può significare semplicemente guidare, Kets de Vries si concentra sul lato oscuro della gestione del potere in vari ambiti, sui fallimenti e sulle problematiche ad essa connesse.

Tornando allo specchio, incontriamo subito il ritratto di Dorian Gray, il mito di Narciso ma anche, ad esempio, le ferite psicologiche del regista Ingmar Bergman, che da bambino sconfiggeva il terrore dello star chiuso per punizione in un armadio utilizzando una luce ed immaginandosi al cinema, sfuttando la creatività come rimedio al suo dramma in famiglia.

Lo specchio può riflettere anche la finitezza del tempo, l’immagine di un leader invecchiato che deve affrontare il complesso dell’edificio (la paura che la sua eredità venga distrutta) e l’invidia per la generazione più giovane. Molto interessante il capitolo intitolato Anime morte. Analfabeti dei sentimenti in cui si parla di alessitimia, l’incapacità di esprimere le proprie emozioni: per gli alessitimici, gli altri sono il loro specchio.

Lo specchio può mostrare un giullare (Rigoletto) o un elfo, figure presenti nelle leggende di tutto il mondo, gli unici esseri che possono affiancare l’imperatore o il re criticandolo con l’umorismo, dando voce all’indicibile e alla follia, nella figura del matto veggente o profetico; molti studi anche successivi a questo libro hanno infatti dimostrato l’importanza di un appropriato utilizzo del riso per stemperare situazioni di tensione, ad esempio all’interno di una riunione aziendale, e cambiarne l’andamento negativo (questo capitolo davvero racconta molto della nostra contemporaneità e della forma di metacomunicazione umoristica).

Infine, Leader, giullari, impostori si chiude con due capitoli densi di verità: la sindrome dell’impostore (con esempi quali Chatterton nella letteratura, Hitler nella politica, El-Sayed nell’economia) e l’abuso di potere (Saddam Hussein e poi Robert Maxwell, all’epoca in cui era politico e proprietario del Mirror Group, proprietario per intenderci anche del Daily Mirror – e qui ritorna lo specchio).

Libro attualissimo e ricco di esempi, storie, racconti di vita da leggere per guardare oltre la superficie e per diventare un po’ più consapevoli quando si parla di leader.

copertina
Autore
M. Kets de Vries
Casa editrice
Raffaello Cortina Editore
Anno
2019
Genere
saggistica
Formato
Brossura
Pagine
269
Traduzione
Maria Colombo
ISBN
9788832851052
Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!