100 cellos

Uno, nessuno e 100 Cellos

I 100 Cellos protagonisti a Macerata. Continua con grande successo la stagione concertistica del Macerata Opera Festival 2019. Mercoledì 31 Luglio l’arena dello Sferisterio si è trasformata in meraviglioso arazzo musicale composto da più di 100 violoncellisti provenienti da tutto il mondo.

LOREENA MCKENNITT ALLO SFERISTERIO DI MACERATA

A Macerata per la prima volta viene portato dentro l’arena il progetto epico di Giovanni Sollima e Enrico Melozzi. Con i 100 Cellos si aderisce ad un progetto creativo e innovativo in cui cento violoncellisti provenienti da paesi, generazioni, carriere e generi diversi si uniscono per formare un complesso unico ed energico. Questo progetto “pazzo” dalla natura “quasi-irrealizzabile”, per maestosità, complessità, invece si accorda come in un sogno creando un’opera aperta ed infinita e totalmente possibile, fallendo nella sua previsione di irrealizzabilità. Con i 100 Cellos molti hanno avuto l’opportunità non solo di ascoltare la musica, ma di sentirla e di farne esperienza diretta. I cento musicisti (sulla carta), ma ieri molti di più, hanno coinvolto sul palco i ragazzi del Gus (Gruppo Umana Solidarietà) di Macerata (I Gus Brothers), la cantante iraniana Nika Affari Ahmadabadi, la quale ha potuto esprimersi di fronte al pubblico (vietato nel suo paese) con una voce incantevole e fuori dall’ordinario dando voce ad un canto “disperato” dei profughi armeni, e tutti insieme sono stati testimonianza della solidarietà e movimento tra i popoli. Speciale e polifonica anche la collaborazione insieme alla PFM (Premiata Fondazione Marconi) che accende di rosso il palcoscenico dello Sferisterio, “impressionando” persino l’estate. Dalla musica classica Sollima, Melozzi e i 100 violoncellisti hanno coniugato alternative musicali di stili ed epoche differenti. Da David Bowie ai Nirvana (The man who sold the world), dai Pearl Jam fino al ‘700 musicale classico tedesco e inglese (Purcell, Brahms). Il complesso violoncellista si fa fusione inscindibile di melodie lasciandoci senza fiato, con il battito cardiaco pronto a seguire il movimento dei corpi e della bacchetta decisa ad accarezzare o schiaffeggiare lo strumento e la sua cassa armonica.  Le 100 custodie colorate degli strumenti appoggiate sul muro del palco dello Sferisterio, sembrano anche esse spettatori, simboleggiando la testimonianza e la conservazione dello strumento, mezzo di accordo e di accordata con il mondo.

100 cellos

I 100 e più musicisti diretti dal genio indisciplinato di Sollima e la freschezza e la dinamicità di Melozzi creano dalle partiture musicali nuove sinfonie, smontando le note musicali fanno nascere   universi paralleli, liberando il pensiero e la creatività per consegnare al pubblico il diritto all’immaginazione oltre qualsiasi confine e muro. Da Vivaldi alla composizione dello stesso Melozzi (The sound of the falling walls) fino ai Pink Floyd, (Another Brick in the Wall), è un viaggio infinito. I meravigliosi arrangiamenti dei 100 Cellos concludono questa avventura straordinaria  strappando “dalle labbra del cielo” un Hallelujah di Leonard Cohen e il pubblico rimane in una sorta di rapimento estatico. Tutti sono stati protagonisti di questa serata indimenticabile, persino i cittadini che con il progetto Adotta un violoncellista sono stati co-produttori, in qualche modo, di questa serata, invitati ad ospitare in casa uno o più musicisisti, così da aderire a questa nuova esperienza di comunità.

Il progetto 100 Cellos è stato lanciato a Roma nel 2012 da Giovanni Sollima che insieme ad Enrico Melozzi partono dal Teatro Valle di Roma occupato nel 2013 e da quel segno di protesta e riscossa iniziano a conquistare piano piano il mondo, dalle strade, alle periferie, alle piazze, fino dentro i teatri, le arene ed in mezzo ai parchi. Sollima e Melozzi insieme ai 100 violoncellisti, senza età, confini, lingue o razza divengono il manifesto plurale di libertà e cultura musicale. I 100 Cellos rappresentano un inno alla gioia, una performance unica, rara e di incredibile bellezza, quella bellezza che si fa potente, sublime e si trasforma in sinfonia che fa vibrare i cuori, muovere le mani, e sbattere i piedi. Il corpo diviene azione permanente e la stessa composizione dei 100 Cellos si fa corpus unico di 100 (e più) corpi. Un corpo unico, nessun corpo e cento corpi. Uno, nessuno e 100 Cellos.

Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.