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L’uomo razzo Elton John. Rocketman. Il biopic sul cantautore inglese

Presentato in anteprima durante l’ultimo Festival di Cannes Rocketman ci restituisce un biopic sulla figura eclettica di Elton John (Reginald Kenneth Dwight) che lui stesso ha sempre voluto. Nelle strabiliante performance di Targon Egerton incarna il cantautore inglese e il suo mezzo secolo di carriera. Colori stravaganti, scenografie e personaggi che entrano dentro la scena per comporre un mosaico “scomposto” e “indisciplinato” di un personaggio fuori dalle regole.

Diretto da Dexter Fletcher, lo stesso regista che ha concluso le riprese e seguito la post-post-produzione di Bohemian Rhapsody dopo il licenziamento del regista Bryan Singer. Questa nuova sfida si apre con Targon Egerton vestito da enorme “uccello-diabolico” che fa il suo ingresso dentro ad un gruppo di ascolto per alcolisti anonimi. Parte tutto da qui, da un senso di colpa, da un tuffo nel passato, uno scontro con l’”irriducibile” padre (Steven MacKintosh), l’affetto della madre “sbadata” (Bryce Dallas Howard), l’amore protettivo della nonna Ivy (Gemma Jones), grazie alla quale divenne il vero Elton John. Il ritorno al passato, introdotto dalle note di The Bitch is Back è il pre-testo narrativo per aprire le porte al personaggio Elton John. Con una borsa di studio alla London Royal Academy Reginald Kenneth Dwight inizia la sua avventura. Il primo successo arriva proprio al Troubadour, lo storico locale su Santa Monica Boulevard a West Hollywood, dove Elton, ancora misconosciuto, manda in delirio pubblico, lo fa persino “volare” suonando al piano e cantando «I remember when rock was young/ me and Suzie had so much fun» (Crocodile Rock, 197).

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Lo storico paroliere e amico Bernie Taupin (il Jamie Bell di Billy Eliot) rimarrà sempre al suo fianco, nonostante alcune divergenze nel momento più altro della sua carriera. Fletcher entra anche dentro le dinamiche conflittuali del travagliato rapporto, anche sentimentale, durato cinque anni, con il suo ex manager John Reid (Richard Madden), chiuso definitivamente con una denuncia nei suoi confronti da parte di Elton John. É l’incredibile successo del solista inglese, uno tra gli artisti britannici più affermati di tutti i tempi, che lo rende un uomo solo, depresso, tentando persino il suicidio. L’unicità di questa pellicola  sta nel fatto che proprio le canzoni di Elton John le canta direttamente Taron Egerton incarnando in maniera totale l’autenticità di un personaggio fuori controllo: Rocketman è la storia di un uomo-razzo, che sta fondendo le sue valvole (burning out his fuse up), volando in alto, da solo, nello spazio sconosciuto che lo separa dalla sua meta. E penso che passerà molto, molto tempo prima che l’atterraggio mi porterà in giro a trovare di nuovo che io non sono l’uomo che loro pensano che io sia a casa, oh no no no, sono un uomo razzo.

Una luce finale abbaglia lo spettatore, Elton John “redento” in qualche modo, riabilita anche il pubblico, lui irrompe nella stanza, da uomo-uccello, uomo-razzo si “mette a nudo” e ci consegna una confessione di un uomo che ha amato la musica, le sue follie per poi riprendersi la vita (nonostante abbia ancora problemi con lo shopping). Perché Rocketman è un ibrido, si balla, si canta, Elton John si fa paladino di una musica che muove, Fletcher è capace di creare sfumature, movimenti, addirittura poesia. Elton John ha sempre amato strapagare attraverso i suoi travestimenti, occhiali glitterati, ma dentro di lui rimane quella forza energia musicale fuori controllo che spedisce lo spettatore dentro ad un vortice senza forma, quasi un miracolo che accorda, melodia, testo e vibrazioni celebrando la forza stilistica e affettiva di Elton John con il suo storico paroliere Bernie Taupin, due anime talentuose, che per mezzo secolo si sono dedicate (amate) vicendevolmente, dove la musica scambia parole e parole scambiano musica. Elton John, che dopo aver vestito i panni di un personaggio eccentrico e dissacrante, è riuscito ad “uscire dal personaggio, dalle “proprie maschere dello spettacolo”, “dagli occhiali glitterati” consegnandosi al racconto e riaffermando la sua identità di artista vivente. Elton John con il suo talento straordinario, le sue fragilità si è concesso il lusso di produrre Rocketman, un film sulla sua vita, e non poteva che non essere lui, fino alla fine, regalandoci una pellicola “strabiliante”.

copertina
Regia
Dexter Fletcher
Genere
Biografico
Anno
2019
Attori
Taron Egerton - Jamie Bell - Richard Madden -
Durata
121 minuti
Paese
USA
Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.