Un uomo solo è il capolavoro di Christopher Isherwood. Un romanzo in cui c’è dentro un mondo fatto di solitudini e sentimenti che sembrano non lasciare scampo.
Come raccontare il vuoto di una perdita che annulla anche la parte più profonda di un essere umano? Come poter varcare il confine tra il nulla e la consapevolezza dell’io?
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La trama
Christopher Isherwood ce l’ha fatta, trasformando una semplice giornata della vita di George, professore inglese non più giovanissimo che vive in California, in una sequenza di scatti asciutti e affascinanti, tenuti insieme dal filo dei ricordi. Una giornata come le altre per George, in cui il peso delle abitudini fa il pari con quello delle assenze; con la morte di Jim, il suo compagno scomparso in un incidente.
George sa bene cosa voglia dire aprire gli occhi e sentirsi solamente un corpo inutile, un essere in movimento in piccoli spazi diventati immensi, fuori come dentro. Non c’è più la soffice quotidianità e l’ovattata tranquillità di qualche tempo fa.
C’è invece la società americana degli anni ’50, il suo finto perbenismo, e la solita maschera indossata contro il resto del mondo per difendere la sua omosessualità, un “peccato” che lo rende un mostro e uno sconosciuto. Col rischio di prosciugare la sua identità, George ha imparato a contrapporre con forza il “suo mondo” al “mondo degli altri”, e a gustare fino in fondo quegli attimi di “brutale e tenera intimità” in cui scende dentro di sé, molto in profondità, per trovare pensieri di forza bruta, dittatura, resistenza e lotta; per eccitarsi ancora con piccole cose che lo fanno sentire vivo.
Un uomo solo di Christopher Isherwood – La recensione
La giornata passa tra il sospetto della gente, lo sguardo posato sui libri letti e ormai inutili; tra la paura di vivere, la passione per l’insegnamento, l’appoggio incondizionato a qualsiasi “minoranza” che sopravvive giorno per giorno e un briciolo di Jim, che resiste ancora nelle ombre e nelle pieghe tra cuore e mente.
Lungo quel filo di ricordi George è un elastico: il confronto con gli altri lo rinforza e lo abbatte, le parole lo incoraggiano e lo spaventano. Avanza verso se stesso e verso la vita per poi ritirarsi un attimo dopo, si lascia andare ai desideri più veri prima di rintanarsi nella paura e nella disillusione.
Un uomo solo non è una semplice sequenza di scatti, ma un capolavoro con cui Christopher Isherwood compone il percorso di un essere umano dalla nullità alle passioni, dall’abitudine alla felicità. Il mondo di George, a cui l’autore ci dà accesso, è un giorno come gli altri, in cui solitudini e dolori da affrontare si mescolano ad una corporeità estrema che diventa simbolo di morte e di rinascita.

Christopher Isherwood
Casa editrice
Adelphi
Anno
2010
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
144
Traduzione
Dario Villa
ISBN
9788845924682





