Bernard Malamud Il barile magico

Bernard Malamud – Il barile magico

“Storia” è la parolina magica per questo libro. «Storie, storie, storie: per me non esiste altro. […] Io sono convinto che la storia sia l’elemento di base della narrativa», scrive Bernard Malamud. E ancora: «Le storie ci accompagnano finché esisterà l’uomo. […] Grazie alle storie scopriamo di avere un futuro».

Nella prefazione a Il barile magico, curata da Jhumpa Lahiri, ci sono diversi spunti condivisibili. In primis il rifiuto di etichettare questo libro come «letteratura dell’immigrazione»: delusione, disperazione, rimpianti e desideri sono aspetti che troppo banalmente associamo alla figura del migrante, ma che, in realtà, costituiscono l’essenza stessa dell’uomo. Qui si tratta di sopravvivenza quotidiana, mangiare, amare, spendere una vita per realizzare un desiderio. Malamud racconta con piacevole leggerezza tragedie grandi e piccole, che appartengono ad ognuno di noi, soprattutto al nostro lato più oscuro, fatto di odio, vigliaccheria, dubbi, disonestà. Dunque attribuire queste componenti del genere umano alla sola categoria dell’immigrato vuol dire, da un lato, cavalcare un preconcetto stupido, dall’altro, negare l’universalità di queste condizioni. Ma ammesso e non concesso che ciò che Malamud voglia descrivere sia la condizione dell’immigrazione, varrebbe comunque la pena di fermarsi a riflettere sull’estrema attualità del concetto e su ciò che voglia dire lottare sino allo stremo per avere un’esistenza semplicemente dignitosa, al di là di ogni sbarco, di ogni gommone e di ogni centro di accoglienza. E anche al di là di ogni stupida polemica. Un pensiero va di dovere alle origini dell’autore, figlio di ebrei russi immigrati in America. Come spesso accade, e come è giusto che sia, l’esperienza personale aiuta e segna un percorso per tutti coloro che raccontano storie.

Un libro utile per conoscere una buona penna, farsi trasportare da uno stile semplice che rende facile il difficile del quotidiano, e assaporare qualche piacevolissima descrizione fisica. E poi, cosa che non guasta mai, importante anche per provare a conoscere un po’ di più gli altri, e quindi se stessi.

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diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.