Herman Koch La cena

Herman Koch – La cena

Mettiamola così: il libro di Herman Koch non è adatto ai deboli di cuore. Non è adatto neppure ai benpensanti, a quelli che credono che la famiglia borghese sia un’istituzione sana e quindi non intaccabile dalla violenza, dal degrado e dallo squallore di cui si accusa essere impregnata la società contemporanea. Perché l’opera di questo grande scrittore olandese (noto anche come autore televisivo e giornalista, e con alle spalle già diversi romanzi) è un libro violentissimo, di una violenza tutta psicologica ed in cui il bersaglio preferito è proprio la famiglia (upperclass, ma non solo).

 

Due coppie, una cena in un ristorante di lusso. Uno degli uomini è il futuro candidato alla presidenza dell’Olanda; l’altro è suo fratello, che nutre da anni un astio per il più noto consanguineo (astio dietro il quale, in realtà, si cela una sotterranea invidia). I due sono accompagnati dalle rispettive mogli. Scopo dell’incontro è parlare del gesto compiuto dai propri figli, ormai sulla bocca di tutta l’opinione pubblica da settimane: l’assassinio brutale di una senzatetto, bruciata viva nella cabina di un bancomat, i cui responsabili non sono però stati ancora identificati dalla forza pubblica.

 

Koch, attraverso una sapiente conduzione del racconto e una costruzione che alterna la narrazione del presente alla rievocazione di fatti passati attraverso un uso intelligente del flashback, ci guida in un mondo fatto di silenzi omertosi, grettezza, ricatti, violenza ed in cui, paradossalmente, sono proprio i due giovani ed il volgare politico a risultare alla fin fine i personaggi più simpatici, perché vittime di un amore (familiare, filiale, coniugale) distorto e malato, disposto a sacrificare la giustizia e la moralità sull’altare della rispettabilità e dell’apparenza.

 

Il finale – agghiacciante – vi lascerà senza fiato. Ovviamente non ve lo anticipiamo per non rovinarvi la sorpresa. Sappiate soltanto che La cena è uno di quei libri che difficilmente dimenticherete.