The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars non è il disco migliore di David Bowie, ma è certamente uno dei più significativi, vera e propria pietra angolare della musica pop. Sulle sue partiture hanno studiato…
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A seconda dei punti di vista, si può dire che …Like clockwork avesse tutte le carte in regola per essere il disco dell’anno o il flop più pazzesco. Grandi ospiti (una valanga), una campagna pubblicitaria tutta comunicati criptici e teaser,…
Pop orchestrale e barocco per Andrew Wyatt: mica male per uno che, con i compagni dei Miike Snow, scrive e canta synth-pop. Descender è così: un sontuoso esercizio di orchestrazioni classicheggianti, architettato con la complicità dei 75 elementi della Filarmonica…
A discapito del nome “solido”, gli Houses (“casa” come edificio, non come focolare – quella è “home”) hanno un rapporto bizzarro, sicuramente molto libero con le loro abitazioni. La loro storia inizia nel 2010, quando Dexter Tortoriello e Megan Messina…
A quanto pare non ci salverà l’elettronica, e nemmeno i Daft Punk. La montagna, alla fine, ha partorito il classico (in tutti i sensi) topolino. Random access memories non è un brutto disco, tutt’altro, ma è parecchio al di sotto…
Ecco una band che non sbaglia mai un colpo, i National. Fanno storia a sé, puoi metterli sullo scaffale dove tieni i Leonard Cohen e i Nick Cave e non farli sfigurare. E il discorso vale anche per quest’ultimo disco,…
«Wisdom’s a gift / But you’d trade it for youth», canta Ezra Koenig in Step, terzo snodo della tracklist di questo Modern vampires of the city. È uno di quei versi che dice più di mille note stampa e che…
