«Il ministero della Salute e le autorità competenti stanno ricevendo, proprio in queste ore, un gran numero di segnalazioni. Sembrerebbe che a causare questa epidemia tra la popolazione sia un virus sconosciuto, ovvero non presente nelle mappature a oggi possedute delle colonie virali e, di conseguenza, non esiste un vero e proprio piano terapeutico che possa servire a combatterlo. La situazione è in continuo sviluppo e, se necessario, vi aggiorneremo ancora con nuove edizioni del nostro telegiornale».
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“Ice e la Corona del Virus” di Antonella Divittorio propone un’interessante combinazione tra romanzo di formazione e avventura fantastica, inserita in un contesto ispirato a una crisi sanitaria globale da poco trascorsa.
Ice e la Corona del Virus
L’opera si muove lungo un confine narrativo complesso: da un lato la rappresentazione emotiva di un evento collettivo traumatico, e dall’altro la costruzione di una trama immaginifica orientata alla speranza e alla crescita. Dopo l’ospedalizzazione improvvisa della madre della giovane protagonista Alenysja, orfana di padre, degli amici di famiglia decidono di tenerla con sé in attesa che la donna guarisca. È nella loro casa che la ragazzina incontra Ice, un pastore maremmano che diventerà il suo migliore amico e un ideale compagno di viaggio.
Attraverso la prospettiva di Alenysja, il lettore assiste alla progressiva trasformazione della normalità: la chiusura delle scuole, l’isolamento domestico, l’incertezza diffusa; la dimensione quotidiana viene progressivamente ridefinita e diventa il terreno su cui si innesta la componente fantastica. Il passaggio dal realismo all’avventura avviene infatti con l’introduzione di Ice, un cane che riesce a comunicare con gli esseri umani.
Insieme, Alenysja e Ice partono per un’avventura che farà scoprire alla protagonista il valore dell’amicizia e della cooperazione: la ricerca di una soluzione al virus, infatti, si trasforma in un percorso simbolico di crescita personale, proponendo un modello di resilienza fondato sulla collaborazione e sulla fiducia in sé e nel prossimo. I due amici affronteranno delle prove ardue ma potranno sempre contare l’una sull’altro, anche quando si troveranno davanti a eventi spaventosi, e su cui penseranno di non avere alcun controllo.
Lo stile di Antonella Divittorio è semplice e diretto, coerente con l’intento divulgativo e formativo dell’opera; “Ice e la Corona del Virus” utilizza la fantasia come strumento per elaborare esperienze difficili, come modalità per reinterpretare la realtà e renderla più affrontabile. In tal senso, il romanzo aiuta i più giovani ad avere fiducia nelle proprie possibilità, e spinge gli adulti a ripensare al loro percorso, e al coraggio che hanno avuto in momenti davvero tragici della nostra storia.
Contatti dell’autrice
https://www.instagram.com/divi.77/

Antonella Divittorio
Casa editrice
Bookabook
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
215
ISBN
979125599324





