“L’angoscia di Dio (Il potere di un’idea)” di Onorato Rossi mette il lettore davanti a qualcosa di scomodo: il modo in cui i pensieri, se presi troppo sul serio, possono diventare una prigione. Magno è l’intenso protagonista dell’opera: un uomo che pensa troppo, e troppo a fondo; fin da bambino, infatti, ha assorbito il mondo che lo circondava senza alcun filtro. Le parole degli adulti, le credenze religiose, le superstizioni di paese e le leggende perturbanti sono entrate dentro di lui e si sono presto organizzate in un sistema di significati rigido, e totalizzante.
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Tutto avviene lentamente: è una crescita silenziosa dell’angoscia, alimentata da un eccesso di introspezione; Magno prende sul serio ciò che per gli altri è folklore, è metafora, è abitudine. E più prende sul serio il mondo, più il mondo diventa pericoloso ai suoi occhi. Ciò che inquieta maggiormente in questa storia è il rapporto che Magno sviluppa con i propri pensieri: li vive come forze attive che possono creare danni; una convinzione sbagliata, per lui può avere delle conseguenze irreversibili. Da qui nasce una responsabilità enorme: se pensare ha un peso, allora bisogna controllare ciò che si pensa. Sempre.
L’angoscia di Dio – La recensione
Onorato Rossi racconta con molta attenzione questa deriva, dedicando del tempo a ogni passo del protagonista verso l’apice della sua ossessione: a un certo punto, per Magno è impossibile vivere con spontaneità, perché tutto è finalizzato alla vigilanza. I pensieri si rincorrono sempre più frenetici, e tante domande lo tormentano – «Se chiudo gli occhi esiste il mondo? Sono morto. Ne sono certo. Brividi. Scossa. Sudo. È sufficiente essere vivi per sapere di non essere morti? Quanto reale può essere il prodotto di un pensiero? Quante lacrime ha versato mia madre? Quante mio padre? Eppure posso toccarli. Sono io che li ho creati, questa volta. Niente esiste oltre la mia immaginazione. Nessuno nasce se non per il mio racconto. Sono solo. E il mondo pesa».
“L’angoscia di Dio (Il potere di un’idea)” ci ricorda che esistono anche delle idee, seppur radicate in noi, che possono fare molto male, e a cui possiamo e dobbiamo smettere di credere; a volte, infatti, imparare a lasciare andare un pensiero è un atto di sopravvivenza. È un romanzo consigliato a chi ama la narrativa introspettiva, a chi non ha paura di stare nel disagio, e a chi legge soprattutto per capire più a fondo cosa significhi essere umani, e cosa implichi sentirsi così fragili e disorientati di fronte all’incertezza del nostro destino.
Contatti dell’autore
https://www.instagram.com/onoratorossi.pvt/

Onorato Rossi
Casa editrice
Bookabook
Anno
2025
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
119
ISBN
979125599226





