Con “Di fuga in fuga”, Claudio Calabrese ci racconta una storia che arriva dritta al cuore: quella di Rayan, un ragazzo nato in Marocco ma cresciuto in Italia fin da bambino, che si ritrova a vivere una profonda crisi d’identità e appartenenza. Sullo sfondo, una società che parla di integrazione ma che fatica ancora a riconoscere pienamente chi, come lui, si sente italiano pur non avendo i documenti per dimostrarlo.
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Di fuga in fuga – Claudio Calabrese
Siamo a Trento, nei primi anni Duemila. Rayan è arrivato in Italia all’età di quattro anni insieme alla madre Halima. Cresciuto in una famiglia mista – la madre marocchina, il compagno di lei napoletano, Gennaro, e una sorellina nata dalla loro unione – ha sempre vissuto in bilico tra due culture. Se da un lato Halima ha cercato di preservare le tradizioni del suo paese d’origine, dall’altro Gennaro ha portato nella vita del ragazzo l’allegria e le abitudini del sud Italia, come le domeniche passate a cucinare piatti tipici campani.
Rayan, però, è un ragazzo che cerca di trovare la sua strada senza rinnegare nulla. Ama il couscous come la pasta al forno, rispetta le radici della madre ma non si tira indietro di fronte ai sapori e ai modi di fare italiani. In fondo, ha studiato qui, ha amici qui, parla italiano, si sente parte di questa terra. Eppure, lo Stato non la pensa allo stesso modo: niente cittadinanza, niente pieni diritti.
Calabrese riesce a rendere con grande sensibilità il disagio profondo che nasce da questa situazione. Rayan si sente come sospeso nel vuoto: troppo lontano dal Marocco per riconoscerlo come casa, ma sempre visto come “straniero” in Italia. Questo senso di esclusione lo porta a cercare altrove quello che gli manca: scappa, cambia città, cerca un nuovo inizio. La Germania, l’Olanda, Milano… ogni luogo sembra promettere qualcosa, ma finisce per ricordargli quanto sia difficile costruirsi un futuro stabile senza una vera identità riconosciuta.
Ma “Di fuga in fuga” non è solo il racconto di un dolore. È anche il percorso di crescita di un giovane uomo che, a un certo punto, decide di non subire più. Rayan sceglie di ribellarsi, con dignità e determinazione, a leggi che lo escludono ingiustamente. Sceglie di credere che un’altra strada sia possibile. E Calabrese lo racconta senza retorica, ma con passione e lucidità, facendo emergere un messaggio chiaro: nessuno dovrebbe essere considerato “di serie B” solo per il luogo in cui è nato.
Il romanzo non pretende di dare risposte semplici, ma invita a riflettere su temi quanto mai attuali: il diritto alla cittadinanza, l’identità culturale, l’integrazione vera, quella fatta di riconoscimento reciproco e di ascolto. È un libro che fa pensare, ma anche emozionare. E che lascia il lettore con una domanda importante: quante altre storie come quella di Rayan stanno ancora aspettando di essere ascoltate?
Contatti dell’autore
https://www.facebook.com/PraxisedizioniVerlag

Claudio Calabrese
Casa editrice
Praxis
Anno
2024
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
252
ISBN
978889613441





