Alberto Angela

Una mattina con Alberto Angela e con il suo nuovo libro

La Bottega di Hamlin ha avuto il piacere di partecipare alla presentazione del nuovo libro di Alberto Angela “L’inferno su Roma. Il grande incendio che distrusse la città di Nerone” (Harper Collins Italia).

Abbiamo trascorso una mattinata piacevolissima in compagnia di questo grande divulgatore italiano che, con la consueta passione e competenza, ha incantato la platea di giornalisti e blogger presenti all’incontro.

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L’autore non ha bisogno di presentazioni ma riassumiamo brevemente: nato a Parigi nel 1962, Alberto Angela (foto in evidenza di Barbara Ledda) è paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore. Ha approfondito i suoi studi presso le università statunitensi di Harvard, Columbia e UCLA, ha svolto per oltre dieci anni attività di scavo e di ricerca partecipando a molte spedizioni internazionali di paleoantropologia. Tra i massimi esperti in materia di divulgazione scientifica e storica, Alberto Angela è autore e conduttore di diversi programmi di successo in onda sulle emittenti RAI quali Ulisse: il piacere della scoperta,Stanotte a…, Meraviglie: la penisola dei tesori e Passaggio a Nord Ovest.

Giornalista pubblicista, ha collaborato con prestigiosi quotidiani e periodici ed è autore di numerosi volumi di successo tradotti anche all’estero dedicati alla storia, all’arte e alla scienza. Il suo libro Cleopatra. La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità, uscito in Italia nel novembre del 2018, è stato pubblicato in Francia, Germania, Olanda, Spagna, Brasile, Stati Uniti, Gran Bretagna, Bulgaria e Polonia. La sua opera più recente è L’ultimo giorno di Roma (novembre 2020), primo volume della Trilogia di Nerone. L’inferno su Roma è l’attesissimo seguito.

 Alberto Angela e La trilogia di Nerone – libro II

Roma, sabato 18 luglio 64 d.C. È sera tardi e dal soppalco di un magazzino sotto le arcate del Circo Massimo precipita una lucerna accesa. In un attimo le fiamme iniziano a divorare tutto ciò che toccano, come una belva feroce. Incendio durato nove giorni e descritto da Alberto Angela come un mostro: “La belva si è svegliata, è cresciuta, si nutre, si riproduce… e si muove in cerca di altro cibo.

A vederlo così, il fuoco non sembra un elemento ma un essere vivente. Proprio come un predatore segue l’odore delle vittime, il fuoco cerca l’ossigeno. A volte si avvita dentro impercettibili correnti d’aria ascensionali e si alza come un cobra”. Questo evento cambia per sempre Roma. Nell’arco di nove lunghissimi giorni, avanza per le strade, si infila in ogni vicolo, distrugge case, edifici e botteghe, ferisce e uccide moltissime persone.

Tutti i vigiles della città – compresi Vindex e Saturninus, che abbiamo seguito nel primo volume della Trilogia di Nerone durante la loro ronda di addestramento – entrano in azione e mettono in campo ogni mezzo disponibile per arginare le fiamme, ma la situazione è gravissima, peggiora di ora in ora e il fuoco non dà tregua. In una corsa contro il tempo e contro le forze della natura (compreso il libeccio che spira impietoso), quegli uomini eroici ingaggeranno una lotta all’ultimo respiro per salvare la città.

Il libro

Alberto AngelaAlberto Angela desiderava scrivere un libro che avrebbe voluto trovare in libreria da lettore e ha affermato, durante il nostro incontro, di aver affrontato l’argomento del famoso incendio di Roma come se si trattasse di una missione su Marte. Dell’incendio parlano Svetonio e Cassio Dione ma solo Tacito, tra gli storici antichi, era vivo in quegli anni (era bambino all’epoca dei fatti, non sappiamo se fosse presente).

Per descrivere un episodio tanto importante, Angela ha scelto di utilizzare i cinque sensi più uno, un sesto senso per far capire al lettore quale sia stata la dimensione di questa immane tragedia che di solito viene rappresentata in chiave cinematografica e con la figura di Nerone come colpevole. In realtà, nonostante Nerone sia la seconda figura storica più rappresentata sul grande schermo dopo Gesù, per la maggior parte degli storici è ormai assodato il fatto che lui non avesse alcun vantaggio a scatenare un incendio a Roma. Questa, in buona sostanza, è una fake news dell’antichità e sicuramente Nerone era un imperatore molto amato dal suo popolo, fino alla fine.

Con un approccio multidisciplinare e con un team di studiosi eccezionali, Alberto Angela ha individuato ogni possibile fonte che potesse aiutarlo a spiegare e descrivere questa immensa tragedia. Partendo dai testi degli autori antichi che hanno raccontato il Grande incendio del 64 d.C. e studiando i dati archeologici, ha coinvolto un gruppo di esperti quali storici, archeologi, altri studiosi, meteorologi (si è scoperto che il vento che alimentò il fuoco era il Libeccio) e vigili del fuoco per capire e ricostruire nel modo più fedele e verosimile possibile le dinamiche dell’incendio, nonché le reazioni e i comportamenti delle persone realmente esistite all’epoca, da quelle più note come Nerone e Tigellino a quelle sconosciute come il pretoriano Primus.

Importante è stata anche la collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, non dimentichiamoci infatti che la distruzione di Pompei avvenne solo dodici anni dopo questo incendio. Inoltre Angela ha confrontato i dati con quelli degli altri grandi incendi, come quelli avvenuti nei secoli a Londra, Amburgo, Dresda, Hiroshima e Nagasaki e ha riportato testimonianze vere di sopravvissuti a incendi come quello di Tokyo.

Lo stile del libro è romanzato ma la base è storica e tecnica: i fatti analizzati e le storie raccontate sono veri, per cui il lettore si ritrova coinvolto emotivamente in questo viaggio nella Roma antica. Una Roma che non sarà più la stessa: questo incendio fa da spartiacque tra un prima e un dopo, che è ciò che noi oggi possiamo ammirare. Senza questo incendio, probabilmente non ci sarebbero stati (non lì dove sono stati edificati) San Pietro o il Colosseo. Studiare il passato, dice Angela, è come uno specchio in cui i lettori di oggi possono ritrovarsi o meno. Più volte Alberto Angela infatti cita concetti che sono ancora familiari a noi oggi, come gli odiatori e le notizie false, la propaganda messa in atto da nemici politici, le donne come raddoppiamento delle capacità nella storia (cita Cleopatra, una donna “moderna” nell’antichità che ha letteralmente cambiato la storia in un mondo maschilista). Talvolta, durante la conferenza, ha citato Gotham City per parlare dei pericoli notturni in quella Roma che lui descrive o la figura di Joker per parlare di come viene rappresentato Nerone (cui verrà dedicato il terzo e ultimo libro della trilogia).

Con questo suo libro, il secondo della Trilogia di Nerone, l’autore ci offre una ricostruzione plausibile e minuziosa, un racconto storico avvincente e davvero straordinario che conquista il lettore fin dalle prime pagine.

Non da ultimo, lo stesso Alberto Angela ha svolto servizio militare presso i Vigili del Fuoco e certamente quella breve ma intensa esperienza gli è servita durante la stesura del libro. La conferenza stampa termina infatti con parole di grande apprezzamento per il mestiere dei Vigili del Fuoco e la frase «un Vigile del Fuoco oggi avrebbe potuto scrivere questo libro meglio di me».

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diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!