L'incredibile storia de L'Isola delle Rose

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose – Sydney Sibilia

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, è un film del 2020 diretto da Sydney Sibilia e distribuito dalla piattaforma Netflix. Oramai è più di un anno che non possiamo andare al cinema e solo attraverso queste piattaforme streaming e la loro variegata offerta possiamo recuperare qualche buon film.

Tratto da una storia vera, la pellicola del regista italiano della fortunata trilogia Smetto quando voglio del 2004, (e i successivi Masterclass, Ad honorem entrambi del 2017) elabora ed interpreta un senso quasi magico della propria libertà. Super-romanzato per la piattaforma digitale Netflix, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose racconta l’ambiziosa fantasia di un giovane ingegnere bolognese Giorgio Rosa, interpretato dal poliedrico Elio Germano.

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La trama

Nel 1968 Rosa costruisce in mezzo al mare di fronte alla città di Rimini, una piattaforma galleggiante di circa 400 metri quadrati posizionata dopo l’inizio delle acque internazionali, (precisamente a 11,63 chilometri dalla spiaggia tra Rimini e Cesenatico) che rinomina come isola e registrandola come nazione indipendente.

Questa isola artificiale di acciaio e cemento indipendente, una micronazione prenderà il nome di “Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose”, con Rosa stesso presidente e lingua ufficiale l’esperanto. Questa sfida politica oltre ad essere una storia vera nel 2009 diventa un documentario (Isola delle Rose. Insulo de la Rozoj. La libertà fa paura) prodotto da Cinematica e scritto da Stefano Bisulli, Vulmaro Doronzo, Giuseppe Mussilli e Roberto Naccari, riportando sia le testimonianze delle persone che hanno frequentato l’isola, che quella dei militari che hanno partecipato alla demolizione e dello stesso ingegnere Rosa.

Il caso suscita grande scalpore e ogni sorta di illazione (compreso un immaginario complotto di potenze straniere) mettendo in grave imbarazzo il governo e le autorità italiane, nonché quelle jugoslave, finché il governo di Roma decide di occupare la piattaforma con le forze militari e di polizia.

Questa storia viene anche raccontata da due libri, uno scritto direttamente da Giorgio Rosa L’Isola delle Rose (Persiani Editore, 2009) e l’altro da Walter Veltroni nel 2012 con il titolo L’isola e le rose edito da Rizzoli. Nel 2010 viene prodotto anche un programma radiofonico tributo alla vicenda dell’Isola delle Rose di Giuseppe Govinda, che si è aggiudica il premio “Miglior format della stagione” al Festival delle Radio Universitarie 2011.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose – La recensione

Ne L’incredibile storia dell’Isola delle rose non c’è un sguardo poetico o politico, ma sicuramente troviamo una visione utopica della vita e un mancato senso di raggiungimento di quel senso di libertà. Nella rivolta dell’ingegner Rosa troviamo una generica spinta libertaria e un amore sempre in-tensione come quello rivolto verso l’ex fidanzata Gabriella (Matilde De Angelis), avvocato e docente universitaria, di cui Giorgio è innamorato.

La regia di Sibilia mescola con eleganza e sottile velo di ironia ed intelligenza passato soffocante e presente propulsivo. Sibilia si affida a racconti e foto perché Giorgio Rosa (morto nel 2017) non ne ha conservato piani e progetti. La sceneggiatura è scritta insieme con Francesca Manieri. L’interpretazione ci consegna quasi un sogno di libertà anche se nella realtà le cose non sono andate proprio così. Giorgio Rosa non è figlio dei fiori, né tanto meno un furbacchione o un eroe, ma sicuramente resta un abile imprenditore e un ribelle trasgressivo.

La repubblica indipendente avrà vita molto breve, 55 giorni, prima della delibera di demolizione di parte del Consiglio di Stato nel 1968. Nel film vediamo la Marina Militare italiana che convoca la nave Andrea Doria a bombardare la piattaforma, ma in realtà la storia narra che furono necessari più interventi con circa duemila chili di esplosivo per distruggere quel sogno così intenso e così breve. La parte più intrigante e stimolante dell’intera pellicola è il gioco “meschino e inquietante” della politica, che prima ignora la vicenda, e poi invece inveisce e perseguita i sogni di Rosa per poi infine distruggere “l’Isola delle rose”.

Lo stato italiano degli anni ’60 è il secondo governo Leone, siamo in piena Democrazia Cristiana, Giovanni Leone è il primo ministro, con un irriconoscibile Luca Zingaretti, mentre Fabrizio Bentivoglio indossa i panni di Francesco Restivo ministro degli Interni e Luca della Bianca invece interpreta Cossiga, allora ministro della difesa. Sibilia introduce anche il personaggio del funzionario (mai esistito nella realtà) del consiglio d’Europa a Strasburgo, chiamato a decidere sulla sorte della nuova repubblica interpretato da Francois Cluzet, una figura sicuramente inventata, ma che diviene efficace nella narrazione cinematografica. Il regista ci conduce così in un mondo affascinante e pieno di riferimenti storico-culturali per poi catapultarci dentro ad una vicenda “incredibilmente” dimenticata o addirittura sconosciuta.

Si sente da parte del regista una esigenza particolare ad una ricerca estetica. Il regista riesce infatti nell’impresa di ricostruire un periodo storico specifico, rendendolo vicino allo spettatore ricreando un’atmosfera che riesce ad arrivare dentro le dinamiche, i sogni, le lotte, le illusioni di un tempo, dove tutto era (quasi) possibile. L’incredibile storia dell’Isola delle rose sicuramente è una piccola grande chicca cinematografica che merita di non essere persa!

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Giorgio Cipolletta

diGiorgio Cipolletta

Artista e perfomer italiano, studioso di estetica dei nuovi media. Dopo una laurea in Editoria e comunicazione multimediale, nel 2012 ho conseguito un dottorato di ricerca in Teoria dell’Informazione e della Comunicazione. Attualmente sono professore a contratto per corso di Fotografia e nuove tecnologie visuali presso Unimc. La mia prima pubblicazione è una raccolta di poesie “L’ombra che resta dietro di noi”, per la quale ho ricevuto diversi riconoscimenti in Italia. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo saggio Passages metrocorporei. Il corpo-dispositivo per un’estetica della transizione, eum, Macerata. Attualmente sono vicepresidente di CrASh e collaboro con diverse testate editoriali italiane e straniere. Amo leggere, cucinare e viaggiare in modo “indisiciplinato” e sempre alla ricerca del dono dell'ubiquità.