All'ombra della luna

All’ombra della luna: un ibrido senza carattere

Il 27 settembre del 2019 è entrato nel catalogo Netflix All’ombra della luna. Un thriller di Jim Mickle che racconta una storia che si dipana tra il 1988 ed il 2024.

All’ombra della luna è un film che mette insieme tante cose, forse troppe, e che va al di là del classico thriller per avventurarsi in territori ibridi con scarso successo.

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La trama

Siamo nel 2024, l’intera città di Philadelphia è in fiamme e l’intera cittadinanza è in rivolta. Lo spettatore è subito catapultato, sembra, in un futuro distopico. Ma subito siamo richiamati indietro nel tempo.

La vera storia infatti inizia nel 1988, nella stessa città ed in una realtà comunque violenta e sanguinaria. Una serie di inspiegabili omicidi stanno sconvolgendo la vita delle persone: uomini e donne sanguinano in maniera copiosa da bocca, occhi, narici ed orecchie. Una sorta di emorragia che porta il cervello a liquefarsi.

Su questi omicidi inizia ad indagare l’agente Lockart, in quella che sarà la sua notte più lunga. In quella stessa notte sua moglie muore durante il parto che darà alla luce sua figlia. Da qui iniziano una serie di salti temporali che faranno rivivere a Lockart la stessa notte ogni nove anni, e che lo metteranno di fronte alla stessa persona e ad intrighi internazionali.

All’ombra della luna – La recensione

All’ombra della luna è, potremmo dire, il classico thriller in stile Netflix. La storia parte bene, la narrazione rapisce positivamente il pubblico ma poi tutto si complica e le cose iniziano a confondersi e ad accelerare in maniera troppo repentina.

La caccia al killer si unisce all’ingresso nella vicenda di scienziati pazzi, di teorie filosofiche e fisiche, persino di fasi lunari. Tutto insomma perde di credibilità e di originalità, mettendo in mostra una serie di lacune che fanno di questo film una sorta di ibrido non del tutto compiuto.

Tutta questa voracità e velocità nel raccontare la storia fa perdere poi ai singoli personaggi una caratterizzazione che invece riusciamo in qualche modo a trovare all’inizio del film. E dire che ci sarebbero elementi su cui lavorare: l’ossessione di Lockart, il suo dolore per la perdita della moglie e del compagno di lavoro, il suo difficile rapporto con la figlia, la sua ossessione per il killer.

Ma ormai il surreale ha preso il sopravvento, e All’ombra della luna diventa semplicemente un’attesa di ciò che accadrà dopo nove anni, nel successivo salto temporale.

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Donato Bevilacqua

diDonato Bevilacqua

Proprietario e Direttore editoriale de La Bottega di Hamlin, lettore per passione e per scelta. Dopo una Laurea in Comunicazione Multimediale e un Master in Progettazione ed Organizzazione di eventi culturali, negli ultimi anni ho collaborato con importanti società di informazione e promozione del territorio. Mi occupo di redazione, contenuti e progettazione per Enti, Associazioni ed Organizzazioni, e svolgo attività di Content Manager.