Edmondo De Amicis

Edmondo De Amicis: tre libri per riscoprirlo

Edmondo De Amicis è stato uno dei più famosi scrittori di fine Ottocento in Italia.

Nato in Liguria nel 1846, visse fin dall’età di due anni in Piemonte, dove morì nel 1908. Di famiglia alto-borghese, fu soldato e quindi giornalista militare. Abbandonato l’esercito, si dedicò ai viaggi e alla scrittura. Scrisse romanzi, racconti, diari di viaggio, scritti politici e tutta la sua opera è permeata da finalità pedagogiche e sociali – tratto particolarmente evidente in Cuore, il suo più celebre romanzo.

Oggi vi proponiamo tre libri per riscoprire Edmondo De Amicis.

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L’ultimo amico

L'ultimo amicoRacconto poco noto dello scrittore nei suoi ultimi anni di vita, narra in poche pagine l’amicizia tra De Amicis e Dick, il suo cane. La situazione personale di Edmondo De Amicis in quegli anni era piuttosto drammatica: subì prima la perdita della madre e poi di suo figlio ventenne,  morto suicida, e si separò dalla moglie.

Lo scrittore tratteggia un quadro domestico privato e personalissimo; uno spazio tutto suo in cui, con la diffidenza di un uomo maturo che non ha mai avuto cani, fa entrare questo piccolo amico di cui nessuno si sarebbe fatto carico.

Alla diffidenza seguono però un profondo amore e affetto, che diventano addirittura un sentimento di amicizia che talvolta supera la stima verso certi esseri umani.

Scrittura impeccabile, che evoca sentimenti delicati e immagini tenere, oltre che appunto brevi momenti d’ironia verso scocciatori umani.

 

 

 

L’amore dei libri

L'amore dei libriQuesto piccolo scritto del 1876 fa parte della collana Gemme di Caravaggio Editore e davvero è un piccolo gioiello, la cui lettura è consigliata a qualsiasi appassionato lettore.

De Amicis riesce a racchiudere in poche pagine tanti spunti di riflessione legati all’oggetto libro, oggetto di cui ci si deve innamorare con i sensi (il profumo delle pagine primo fra tutti) per potersi poi innamorare della lettura.

Lo scrittore si lamenta del fatto che in Italia nessuno spenda abbastanza per l’acquisto dei libri o delle librerie (scrive: una casa senza libreria è una casa senza dignità). La libreria è una farmacia morale e tiene costantemente aperto il dialogo con le più brillanti menti del passato: Ah! Vediamo di formarci in tempo questa corona d’amici muti e fedeli; fabbrichiamoci questa pacifica fortezza per ripararvici dentro nei giorni in cui saremo assaliti dai dolori della vita.

 

 

 

Cuore. Il grande classico di Edmondo De Amicis

CuoreGrande classico della letteratura per ragazzi, contemporaneo di un altro libro di stampo etico- pedagogico – Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi – Cuore risale al 1886 ed è in parte ispirato alla vita scolastica dei suoi figli.

Ambientato a Torino all’indomani dell’unità d’Italia,  questo romanzo è scritto nella forma di diario di Enrico Bottini, alunno di scuola elementare, nell’anno scolastico 1881-1882.

Ogni mese dell’anno corrisponde ad un capitolo ed è intervallato dalle lettere del padre, della madre o della sorella maggiore di Enrico, oltre che da nove racconti che mostrano le avventure eroiche e drammatiche di bambini italiani in varie regioni.

Cuore è certamente un libro “del suo tempo”, che esorta al patriottismo, all’unità del popolo italiano, a partire proprio da quei bambini che saranno gli italiani del futuro: il nostro paese lottò per cinquant’anni e trentamila italiani morirono. Voi dovete rispettarvi, amarvi tutti fra voi; ma chi di voi offendesse questo compagno perché non è nato nella nostra provincia, si renderebbe indegno di alzare mai più gli occhi da terra quando passa una bandiera tricolore.

Ma senza dubbio Cuore sa anche andare oltre il suo secolo. Il lettore di oggi, sicuramente meno patriottico e spesso distratto sui grandi temi etico-sociali, può apprezzare anche altro in Cuore: il romanzo alterna momenti di grande tensione e idealismo alla descrizione vivace e veritiera di vari ambienti sociali, popolati da adulti e bambini di diversa estrazione famigliare e provenienza geografica, personaggi che ruotano tutti attorno al perno costituito (non a caso, mai a caso) dalla stessa scuola.

In tempi di grande incertezza quali quelli che stiamo vivendo, riprendere in mano un romanzo tanto amato da generazioni di italiani, un libro in cui si parla di scuola, giovani che crescono e adulti responsabili del loro futuro, significa anche fermarsi un momento a riflettere su temi che, sotto una facciata diversa, si ripresentano sempre attuali.

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Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!