E poi basta

E poi basta – Espérance Hakuzwimana Ripanti

E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana è un libro edito da People e presentato lo scorso ottobre in anteprima al Book Pride di Genova. È qui che ho incontrato Espérance Hakuzwimana Ripanti, allo stand della casa editrice, dove si trovava per il firmacopie e per la presentazione del suo lavoro.

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E poi basta è un libro denso e personale, che va ascoltato, mentre lo si legge.

Espérance Hakuzwimana Ripanti è una scrittrice. È ciò che fin da bambina ha voluto essere.

È diventata però anche un’attivista culturale, e questo proprio non l’aveva messo in conto.

Lei, bambina timida e poco incline a stare al centro dell’attenzione, defilata in classe come durante i cortei di protesta studenteschi; lei, che amava frequentare la biblioteca comunale e che ha sempre scritto storie e filastrocche; lei, che inventava incipit di libri che chissà se nasceranno mai (noi però un po’ ci speriamo). Questo libro invece è nato – è suo figlio, come spesso ama dire – ed è nato da un’esigenza, un’urgenza.

Espérance Hakuzwimana Ripanti è nata in Ruanda nel 1991, durante gli anni del genocidio, ed è cresciuta in provincia di Brescia. Ha studiato a Trento e alla Scuola Holden di Torino. Fa parte di “Razzismo brutta storia” e lavora per RBE, radio piemontese, dove parla di libri e attualità.

E di libri e attualità parla anche E poi basta. Troviamo i racconti degli episodi quotidiani di razzismo; infatti parla spesso di guerra, Espérance, ma quasi mai nel senso classico del termine. Compaiono di tanto in tanto pochi frammenti d’infanzia e, più ampiamente, parti dell’autrice che non ci sono più (Anna). C’è  Permesso. Ballata per una ragazza nera: «Dicevi grazie e ti toglievano dai libri / chiedevi scusa e ti schiarivano la pelle / urlavi per favore e ti cambiavano l’umore / stavi zitta e ti tenevano le spalle».

Leggiamo pagine esplicite su chi si professa antirazzista e magari scopre di non esserlo poi così tanto. C’è l’attualità con i più recenti fatti di cronaca, con anche una sorta di letterale anticipazione di ciò che sarebbe accaduto, anzi ciò che sta accadendo ora nelle piazze italiane: «ci siamo rammaricati per non aver pagato un pullman, essere scesi al Sud e cantare Bella Ciao come forse non faremo mai o saremo costretti a rifare ancora e ancora».

Ci sono I libri degli altri, nel capitolo in cui l’autrice ci regala una bellissima lista di testi che le hanno «salvato la vita», la sua «famiglia di carta» – bellissima questa definizione – che l’ha condotta anche a dare alla luce E poi basta.

Nel capitolo intitolato Corpi troviamo invece un’altra lista, che la scrittrice si limita a stilare, senza aggiungere commenti – capirete perché leggendola.

Le parole impiegano tempo ad affiorare dal «groviglio personale» e questo è esattamente il momento in cui Espérance Hakuzwimana Ripanti le raccoglie e le ferma su carta; e lo fa per lei, per la bambina che è stata. Questo è il suo libro, la sua storia, come più volte sottolinea: ciò che Espérance sceglie di raccontare può anche non essere capito o condiviso ma quella storia c’è, è sempre con lei ed è importante perché finalmente non viene narrata da altri ma dalla sua vera e unica protagonista, che ha trovato la sua voce e che ha deciso di usarla. E poi basta è anche un libro per chiunque voglia «giungere preparato a una battaglia che chi la vive in prima persona combatte tutti i giorni».

«E anche se io nella mia storia non sono Rosaspina, comunque un ruolo me lo voglio meritare. Chi l’ha detto che i grovigli si possono districare solo con la spada? Io ho scelto una biro. È vero, lascia il segno sulla mano, e spesso anche sul foglio». 

copertina
Autore
Espérance Hakuzwimana Ripanti
Casa editrice
People
Anno
2019
Genere
Narrativa
Formato
Brossura
Pagine
233
ISBN
9788832089332
Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!