Federica Bosco

Federica Bosco – Mi dicevano che ero troppo sensibile

Mi dicevano che ero troppo sensibile. Per chi si sente sbagliato, un percorso per scoprire come tramutare l’ipersensibilità in una risorsa preziosa è una «guida di sopravvivenza per persone ipersensibili» scritta da Federica Bosco, nota autrice di romanzi e manuali bestseller.

In effetti, a proposito di bestseller, il libro è stato pubblicato da Vallardi a maggio 2018, ha superato le 30.000 copie vendute ed è in edizione economica da luglio 2019 per Superpocket (marchio TEA).

Questo libro racconta nel dettaglio il tratto caratteriale dell’ipersensibilità, che riguarda tra il 15 ed il 20% della popolazione; si tratta di persone in cui predomina l’emisfero destro del cervello (quello emozionale , sensibile, creativo, globale, artistico, immaginativo…).

Il manuale di autoaiuto si basa sull’esperienza personale della scrittrice Federica Bosco, che a sua volta fa costante riferimento agli studi di Elaine Aron, Elena Lupo, Petitcollin, Sellin, Siaud-Facchin ed altri autori citati in bibliografia. In Italia se ne occupa anche la dott.ssa Nicoletta Travaini.

Persona altamente sensibile (PAS), ipersensibile, iperefficiente mentale, persona con alto potenziale sono solo alcuni dei termini utlizzati per descrivere questo tipo di qualità.

Sei un ipersensibile se ti sei sempre sentito un bambino diverso dai tuoi coetanei, se percepisci tutto ciò che gli altri appunto non avvertono intorno (umori, sguardi, non detti); se hai una vita spirituale ricchissima e complessa, se sei creativo, se l’arte e la bellezza ti sconvolgono quotidianamente, se hai bisogno di continui stimoli per il tuo cervello iperattivo; se hai una spiccata ironia…non sto qui a svelare tutto ciò che caratterizza un ipersensibile, lo fa egregiamente la nostra autrice Federica Bosco.

Il libro, come tutte le grandi storie, si apre con un bel C’era una volta o meglio «C’era una volta una bambina ipersensibile», perché solo una persona altamente sensibile può descrivere ad un normosensibile il suo mondo.

Dopo un piccolo test per capire se siete o meno all’interno di questa meravigliosa fetta di popolazione, Federica Bosco svela molte cose sulla genetica e sul cervello di un iperefficiente mentale.

Segue poi la Guida di sopravvivenza, ricca di esempi concreti e consigli pratici per comprendere finalmente di che pasta si è fatti e come restare in salute in un mondo che porta alla stanchezza persone particolarmente delicate sotto molti punti di vista. Molto interessanti le pagine dedicate agli eccessi con il cibo o l’alcool, all’amore, al senso della giustizia e allo studio a scuola. Si parla tanto anche di Yoga, Mindfulness e respirazione.

Questo manuale è ricchissimo di verità: si percepisce il lavoro intenso che c’è dietro e che è composto da decenni di esperienze, interrogativi, indagini personali da parte dell’autrice.

Un libro vero, che Federica Bosco regala a noi (utilizza solo questo bellissimo pronome), a chi ha bisogno di capirsi, di comporre il puzzle della sua particolare personalità, ma anche a chi si ritrova accanto quel «gatto nascosto sotto il divano» e pronto a difendersi che è un ipersensibile: può sembrare un animaletto strano, lunatico, alienato e spaventato ma è lo stesso che, se si ha pazienza, può dare molto amore – che manco a dirlo «è iper, come tutto il resto».

copertina
Autore
Federica Bosco
Casa editrice
TEA Libri
Anno
2019
Genere
saggistica
Formato
Brossura
Pagine
235
ISBN
9788869800474
Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!