Il suono che fa la poesia. Una prefazione a Demo di Chiara Renda

Si intitola Demo, ed è l’esordio poetico di Chiara Renda per Link Edizioni. Una silloge delicatissima e bellissima che è un piccolo gioiello di poesia.

Sono solo parole scritte sui vetri, il suono che fanno, tra una pausa e l’altra di un viaggio dentro. Solo parole normali che fanno chiarezza dentro, dal profondo di una musica lontana, e la musica delle parole quando la scrivi si porta dietro colori che poi diventano spazio, ritmo, tutto qui, la poesia non sparisce per questo, guarda il ramo più alto e porta davanti agli occhi la foglia che cade.

Il valore di questa silloge sta nella capacità di Chiara Renda di strabuzzare gli occhi sul mondo, di leggerlo con particolare attenzione verso i giorni della contemporaneità, lei vive e scrive in prossimità con gli uomini e le cose. La lingua esatta, lo stile sempre in bilico tra il nascosto e l’esposto, l’umanità viva che accade lungo la linea del suo lavoro poetico. La barricata poetica, la volontà di ripararsi dalle incomprensioni che si accumulano, di consentire solo una breve dipartita dall’ombra, ma con una costruzione essenziale dei sentimenti che all’apparenza ti fa dire che non c’è nulla attraversata quella soglia, solo momenti liberi da metriche e rime ma dall’afflato sonoro importante.

Demo cuce addosso a ogni verso un sogno diverso, è una raccolta delicata, scivola con lieve simbolismo – umano come una mano tra i capelli, naturale come un vento gentile – e arriva a scavare malinconie, a ricucire distanze – c’è chi va via – ad annullare mancanze – e chi ritorna.

E anche se i versi di Demo intessono un filo diretto con la musica, si scoprono istanti di rivelato silenzio, perché i poeti non è che riescano a parlare alla luce del giorno – la notte è così calma, il vento si fa umano –, giusto il tempo di respirare, poi con tutta la vita dentro restituiscono poesie, dove si dice e non si dice, si parla per scarti e per illusioni, è l’incanto del tempo eterno e dello spazio vuoto, una cordicella sottile tra parole messe bene in fila, prima che ognuno possa accedervi per la propria stretta via.

È di ognuno questo libro, ci trova l’odore della pelle, lo spazio minimo occupato dai corpi, dettagli, storie, lo sguardo perduto degli amanti, l’invito a credere che basterebbe ci sia ancora la poesia perché la vita continui, basterebbe sempre e soltanto una parola. Il suono che fa.

copertina
Autore
Chiara Renda
Casa editrice
Link Edizioni
Anno
2019
Genere
poesia
Formato
Brossura
Pagine
64
ISBN
9788885789418
Pasquale Allegro

diPasquale Allegro

Nato a Lamezia Terme. Mi sono laureato in filosofia con una tesi sulla scrittura di Elie Wiesel. Lavoro nell’editoria, scrivo di libri e mi occupo di cultura per diversi giornali e webzine. Ho pubblicato il romanzo “Collezioni di cielo” (2016) e la raccolta poetica “Baco da sera” (2018).