Avvicinati, ti racconto un quadro

L’approccio ad un’opera d’arte è più facile, e comodo, dal punto di vista visivo che non descrittivo; più immediato catturare il particolare con l’obiettivo di una macchina fotografica che non fissarlo con le parole. Ma provate a descrivere la Gioconda senza averla davanti, i tagli di Fontana, una pala di Giotto, i girasoli di Van Gogh.

Ecco, descrivere un quadro senza l’ausilio di fotografie e illustrazioni, ma solamente con le parole è la sfida letteraria affrontata da Carlo Vanoni con il suo libro “A piedi nudi nell’arte” (Solferino Editore, 2019).

Sfogliando il libro non si trova una fotografia, un disegno, uno schizzo ma solo parole, espressioni, descrizioni. E ne risulta un avvincente percorso nella storia dell’arte, una immersione nella cultura classica e moderna da far innamorare, incuriosire, riflettere, imparare, appagare senza toni aulici, senza argomentazioni difficili da comprendere, troppo impegnative per il lettore che non ha una cultura artistica specifica.

Perché Carlo Vanoni ha questa capacità rara e sopraffina di rendere semplice il complicato, di tradurre il linguaggio in immagini riconoscibili, famigliari. Di attualizzare l’antico e classico il moderno.

E quello che colpisce di lui è il piacere di starlo ad ascoltare, di leggerlo in questo caso, mentre con leggerezza accompagna alla scoperta di capolavori antichi e moderni. Mentre pone domande che sembrano assurde, ma che attraggono l’attenzione su artisti, opere, espressioni, stili, movimenti che fanno parte del patrimonio artistico. Per questo rimangono impresse nella memoria le descrizioni che ne fa, senza bisogno di visualizzazioni che non siano quelle suggerite dalle parole che usa e del tono con cui le esprime.

E allora ecco che il lettore sarà incuriosito e vorrà scoprire perché Giotto fu il primo regista di fiction della storia. Lucio Fontana? Il più grande esploratore dello spazio! Quale filo lega la Crocifissione di San Pietro di Caravaggio, I mangiatori di patate di Van Gogh e I sacchi di juta sporchi di Kounellis? Esprime meglio la spiritualità una Madonna in una pala d’altare medievale o il quadrato nero di Malevic˘?

A piedi nudi nell’arte” ha una struttura studiata ed utilizzata proprio con queste finalità. Non è e non vuole essere la classica lezione di un esperto critico, ricca di nozioni. Non è un visita ad un museo guidati da un erudito anfitrione.

Carlo Vanoni utilizza lo schema narrativo, romanzesco quasi, dove spunti della sua quotidianità in una città come Milano, sono pretesto e occasione per interrogarsi, per raccontarsi e dialogare, per divertirsi e divertire su temi artistici ma non solo. L’arte è in tutto ciò che ci circonda, che si incontra, caratterizzazione e interpretazione della contemporaneità nelle sue diverse espressioni, ora come nel passato.

A piedi nudi nell’arte” è tutto questo e molto di più, è fatto di riflessioni, sensazioni ed emozioni raccontate e vissute senza filtri. Non in punta di piedi per non disturbare e non essere troppo coinvolto, non con distacco o timore, bensì a diretto contatto per assaporare appieno quello che l’arte è in grado di trasmettere. Come camminare in un prato verde e sentire il bisogno di viverne totalmente il contatto e l’essenza, togliersi le scarpe, le calze e godere dell’effetto che fa, a piedi nudi appunto.

Per essere aggiornati sul calendario di presentazioni, www.carlovanoni.com

Steve Fortunato

diSteve Fortunato

Piemontese di origine e milanese d’adozione. Imprenditore da sempre, ha sfogato principalmente nel marketing e nella comunicazione la creatività e il desiderio di nuovi orizzonti e di nuove sfide. Razionale e impulsivo, istintivo e sensibile. Racconta vicende e persone con una visione nichilista e un linguaggio crudo, duro, scarno a volte, che però sa cedere a momenti delicati, di sottile nostalgia.